La tanto attesa firma sul nuovo accordo sui dazi tra Stati Uniti e Cina è arrivata. Alle 8:30, le 17:30 italiane, la delegazione cinese è arrivata alla Casa Bianca e ha preso il via la cerimonia alla presenza del presidente Usa, Donald Trump, che ha anche annunciato un suo viaggio nel Paese asiatico in un prossimo futuro.

“La Fase 1 – ha dichiarato il tycoon – è un importante passo in avanti verso scambi commerciali corretti con la Cina. Raddrizziamo gli errori del passato dopo trattative dure, oneste e rispettose”. Poi l’inquilino della Casa Bianca ha voluto ringraziare il presidente cinese, Xi Jinping, “che ci sta seguendo, un mio grande grande amico. Rappresentiamo due paesi diversi, lui la Cina, io gli Stati Uniti, ma abbiamo sviluppato un grande rapporto. Grazie per la collaborazione”.

Il mini-accordo cancella alcuni dei dazi punitivi imposti da Washington alle merci di importazione cinesi, mentre Pechino si impegnerà ad aumentare l’import di prodotti Usa per un valore di almeno 200 miliardi di dollari nei prossimi due anni. Ma in vigore rimarranno comunque quelli già imposti dagli Usa per un valore di 370 miliardi di dollari, anche se saranno abbassati dal 15% al 7,5% quelli su alcune merci.

Gli altri dazi esistenti saranno rimossi quando verrà chiusa la “Fase 2” dell’accordo commerciale con la Cina, ha poi spiegato Trump sottolineando che questa inizierà a breve. Per il presidente, potrebbe non esserci bisogno di una “Fase 3”.

Una tregua, più che una pace, quella tra Stati Uniti e Cina, con il segretario del Tesoro, Steven Mnuchin, che in mattinata ha sottolineato come gli Usa siano pronti ad aumentare i dazi sui prodotti cinesi se Pechino non rispetterà gli impegni presi. Mnuchin ha anche detto che l’accordo è una “vittoria per le nostre aziende tecnologiche e per i lavoratori americani”.

Anche il vice-premier cinese, Liu He, incontrando il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Kristalina Georgieva, e altri rappresentanti americani ha dichiarato che il mini-accordo commerciale farà bene all’economia dei due Paesi e al mondo intero.

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