La data d’inizio è il 3 febbraio: le primarie democratiche partono dall’Iowa, dai caucus, le tradizionali riunioni degli elettori dello Stato del midwest che ogni quattro anni danno il via alla corsa. E in Iowa si tiene anche l’ultimo dibattito tra i candidati che vogliono sfidare Donald Trump, in corsa per il secondo mandato alla Casa Bianca. Erano partiti in 20, divisi in due turni, ma questa sera saranno solo sei quelli a salire sul palco a Des Moines. In realtà, ci si aspetta un duello a quattro, tra l’ex vice presidente Joe Biden, i senatori Bernie Sanders ed Elizabeth Warren e l’ex sindaco dell’Indiana, Pete Buttigieg. E sarà un duello all’ultimo sangue, dal momento che in queste ultime battute i candidati sembrano essersi tolti i guanti e messo da parte ogni resistenza ad uno ‘scontro fratricida’. La prova è lo scambio al vetriolo tra Sanders e Warren, che si contendono da mesi i voti della base liberal e progressista del partito, con il senatore che avrebbe detto in privato alla collega, secondo quanto rivelato dalla Cnn, di credere che una donna non possa battere Donald Trump e vincere così la Casa Bianca.

Biden il favorito tra i neri americaniSanders ha cercato di smentire la notizia, ma è arrivato poi un’irritata reazione della campagna di Warren che l’ha confermata. “Bernie ed io ci siamo incontrati per due ore lo scorso dicembre per discutere le elezioni del 2020, il nostro lavoro insieme in passato e gli obiettivi comuni – si legge nel comunicato – tra gli argomenti affrontati quello che potrebbe succedere se i democratici nomineranno una candidato donna. Io pensavo che una donna possa vincere – ha concluso Warren – lui non era d’accordo”. Lo scontro tra i due sta preoccupando gruppi liberal come Democracy per America temono che alla fine questo favorisca prima i moderati Biden e Buttigieg ed in ultima analisi la rielezione del presidente. “I progressisti vinceranno nel 2020, ma solo se non permettiamo che l’ala vicina alle corporation o Trump ci divida”, ha twittato ieri il gruppo. Con il ruolo degli Stati Uniti in Medio Oriente di nuovo al centro del dibattito dopo l’uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani, Biden da parte sua questa sera rischierà di essere messo sotto accusa dai colleghi per il voto che diede come senatore nel 2002 per autorizzare George Bush ad usare la forza in Iraq. Secondo un sondaggio Washington Post-Ipsos poll, col 48% è il candidato dem preferito dai neri americani, grazie alla popolarità dovuta ai suoi mandati come numero due di Barack Obama e alla percezione che sia il più adatto a sconfiggere Trump.

Buttigieg, unico under 40 tra i favoriti ultrasettantenni – Mentre la tensione tra Warren e Sanders potrebbe aiutare Buttigieg, l’ex sindaco lontano dalla politica di Washington che si può presentare come l’esponente di una nuova generazione di democratici. Con i suoi 37 anni, il reduce di guerra, che ha sposato il compagno in una chiesa episcopale, è infatti non solo il più giovane dei quattro front runner ma anche l’unico non ultra settantenne. Sanders infatti ha 78 anni, Biden 77 e Warren ne ha compiuti 70 lo scorso giugno. Oltre a quattro favoriti, questa sera saliranno sul palco gli due candidati che hanno raggiunto la soglia minima nei sondaggi richiesta per partecipare, la senatrice Amy Blouchar e Tom Steyer, il miliardario degli hedge fund, che sta avendo buoni risultati in South Carolina e Nevada con spot pagati di tasca propria in cui si presenta come “l’outsider’ in grado di battere Trump. È rimasto fuori, invece, l’altro candidato miliardario, Michael Bloomberg, sceso in campo dopo molte esitazioni i mesi scorsi che entrerà in gara solo per il Super Tuesday, il 3 marzo. Due degli esclusi dal dibattito, la deputata Tulsi Gabbard delle Hawaii ed il senatore del New Jersey, l’afroamericano Cory Booker, ieri hanno annunciato la loro rinuncia alla candidatura alla Casa Bianca.

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