Il padre del Porcellum potrà accomodarsi davanti alla corte Costituzionale. No, non verrà redarguito per avere scritto una legge elettorale incostituzionale, ma potrà ascoltare la discussione su un’altra norma elettorale, il Rosatellum. Roberto Calderoli ha ottenuto il via libera: potrà partecipare alla riunione durante la quale la Consulta ascolterà ascolterà i legali delle Regioni che hanno promosso il referendum elettorale e gli avvocati delle associazioni che invece si oppongono alla consultazione. Il senatore della Lega è stato ammesso come delegato della Regione Basilicata e non come ispiratore del referendum che vuole modificare in senso maggioritario l’attuale legge elettorale.

La Basilicata, infatti, è una delle Regioni amministrate dal centrodestra che ha chiesto di abrogare la parte proporzionale del Rosatellum: si passerebbe quindi a un sistema maggioritario puro, come più volte richiesto da Matteo Salvini. Le altre Regioni che sostengono l’istanza sono il Veneto, la Sardegna, la Lombardia, il Friuli, il Piemonte, l’Abruzzo, la Liguria. È stato lo stesso Calderoli a chiedere di essere ammesso tra il pubblico, ottenendo il via libera di Marta Cartabia. È la prima volta che accade: l’ex ministro di Silvio Berlusconi assisterà alla discussione senza però poter intervenire. Il sì di Cartabia alla richiesta di Calderoli – fa sapere la corte costituzionale – è stato concesso sulla base delle nuove regole della Consulta. Prevedono tra l’altro che qualsiasi formazione sociale senza scopi di lucro se portatrice di interessi collettivi o diffusi attinenti alla questione in discussione possa presentare alla Corte opinioni scritte.

E mentre il padre dell’incostituzionale Porcellum ottiene di poter entrare al palazzo della Consulta, Matteo Salvini torna a fare pressing per tornare all’utilizzo del Mattarellum. “Non si può tornare al proporzionale, significherebbe tornare agli anni ’80. Ricordate le tribune elettorali con diciassette partiti dove cambiavano i partiti in base allo 0,1%? C’è una legge che si chiama Mattarellum, che porta la firma di quello che oggi è il presidente della Repubblica, al di sopra di ogni sospetto, che è già stata usata, che ha funzionato”, ha detto il leader della Lega a Rtl 102.5. “Hanno vinto una volta gli uni -ha continuato Salvini – – una volta gli altri. Ha garantito stabilità, è un mix di maggioritario e proporzionale. L’Italia ha bisogno di stabilità, le aziende, le partite Iva, hanno bisogno di normative stabili, non che cambiano sei volte l’anno. Usiamo quella e andiamo a votare, poi chi vince vince”. Il Mattarellum fu usato per tre elezioni: dal 1994 al 2001. Dal 2006 fu sostituita dal Porcellum, approvata dal governo di centrodestra sostenuto dalla Lega e scritta dallo stesso Calderoli. Alla fine del 2013 la Consulta considerò incostituzionali alcune parti di quella legge. Sette anni dopo ammette il suo ideatore ad ascoltare la discussione sul Rosatellum.

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