Tre città unite nella lotta al biossido di azoto. Cittadini, scolaresche, dipendenti aziendali di Roma, Milano e Napoli sono chiamati a fare la loro parte: potranno, attraverso un kit di misurazione, monitorare il biossido di azoto (NO2) nell’aria contribuendo così alla raccolta di dati utili a supportare le nuove misure anti-smog adottate delle amministrazioni cittadine. Ad “arruolare” nuove forze per la terza edizione del progetto “NO2, NO Grazie!” è l’associazione “Cittadini per l’Aria“, che da anni si batte per il diritto di respirare aria più pulita: il termine ultimo per milanesi, romani e napoletani per proporsi volontari e, quindi, iscriversi (registrandosi al sito www.cittadiniperlaria.org) all’iniziativa, realizzata in collaborazione con Salvaiciclisti Roma, il Comitato Vivibilità Cittadina di Napoli e con il supporto di alcuni Atenei, è fissato per il 20 gennaio.

Le tre città non sono state scelte a caso: sono accomunate dalla cattiva qualità dell’aria. Nel 2018 la concentrazione media annua di NO2 a Roma, Milano e Napoli ha raggiunto rispettivamente quota 66 µg/m³, 59 µg/m³ e 56 µg/m³. Il pericolo è reale: i dati del recente rapporto “Urban NO2 Atlas” prodotto dal Centro Comune di Ricerca (JRC – la Direzione Generale della Commissione Europea che fornisce sostegno scientifico e tecnico alla progettazione e all’attuazione delle politiche dell’Unione europea) sottolineano come il biossido di azoto sia un pericoloso inquinante. “Basti pensare che nel 2016 – come riporta in una nota “Cittadini per l’Aria” – è stato responsabile di ben 68mila decessi prematuri all’interno della Ue. E molte città europee faticano a rispettare i limiti normativi di questo inquinante”. Nel dettaglio, l’NO2 è un radicale libero molto reattivo emesso soprattutto dagli scarichi dei veicoli diesel e in grado di attaccare qualunque componente biologica con cui viene in contatto.

“Cittadini per l’Aria” mette anche in guarda sulla salute: “L’inalazione di questo gas porta a irritazioni delle mucose e degli occhi e incide sull’incremento di tumori ai polmoni e al seno e sull’aggravarsi di patologie cardiorespiratorie. Particolarmente a rischio risultano i bambini: l’esposizione a elevate concentrazioni può determinare danni allo sviluppo del sistema cognitivo e dei polmoni”. E ancora: “La situazione è da allarme rosso. Non a caso ben 7 europei su 10 chiedono ai decisori di attuare azioni per la tutela dell’aria”. Necessario, dunque, correre ai ripari: gli scienziati del JRC stimano anche che, diminuendo il flusso del traffico che emette ossidi di azoto, le città potrebbero ridurre le emissioni di biossido in media del 40%.

Il progetto “NO2, No Grazie!”, quindi, è la perfetta occasione per fare la propria parte: i campionamenti prelevati durante il monitoraggio verranno infatti elaborati dai ricercatori del Comitato Scientifico del progetto che creeranno un database unico che fornirà informazioni preziose relative all’impatto sanitario dell’NO2 nelle tre città. Un database che potrà essere consultato dalle amministrazioni. “Cittadini per l’Aria invita tutti a partecipare per contribuire così a effettuare una mappatura dettagliata delle aree urbane coinvolte”, conclude l’associazione.

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