Per la riforma della legge elettorale la maggioranza parte dal sistema proporzionale “con soglia di sbarramento al 5%” e “diritto di tribuna”. Terminata la prima riunione tra gli sherpa dei partiti, Pd-M5s-Iv-Autonomie hanno diffuso una nota per dare il loro via libera al testo di partenza. Il provvedimento però non porterà la loro firma, ma solo quella del presidente della commissione Affari costituzionali Giuseppe Brescia, perché Leu si è divisa: la senatrice Loredana De Petris ha annunciato battaglia contro la soglia “troppo alta”, mentre il capogruppo a Montecitorio Federico Fornaro si è detto disponibile a valutare la proposta. Per superare lo stallo si è deciso di rinviare la discussione ai lavori parlamentari. Fonti della maggioranza si dicono ottimiste che si potrà superare la resistenza di Leu. ” Col confronto in Aula supereremo le riserve rimaste”, ha scritto su Twitter il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà.

Il segnale più importante al rientro dalla pausa natalizia è arrivato: la maggioranza, come anticipato dall’incontro tra Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti dei giorni scorsi, è riuscita a convergere su di un’unica proposta e malgrado alcune resistenze, l’intenzione è quella di procedere su questa linea. “Consideriamo l’iniziativa annunciata dal presidente Brescia un fatto positivo”, si legge nella nota congiunta firmata dai capigruppo Dario Parrini (Pd), Anna Macina (M5s), Marco Di Maio (Italia Viva), Gianclaudio Bressa (Autonomie). “La soluzione di agire sulla legge elettorale vigente adottando un sistema proporzionale con soglia di sbarramento nazionale al 5% è una base su cui avviare il confronto in Parlamento per arrivare a un consenso ampio su regole di voto utili a ridurre la frammentazione e a favorire la formazione di maggioranze di governo”.

Il problema da risolvere rimane dentro Leu. La senatrice e presidente del gruppo Misto a Palazzo Madama Loredana De Petris, già nei giorni scorsi, ha dichiarato la sua intenzione di opporsi in tutte le sedi a un sistema con una soglia così alta. Ma a Montecitorio, il capogruppo Federico Fornaro ha dato segnali di apertura: “Vedremo questa proposta e ci ragioneremo”, ha detto. “Permangono differenze. Anche se va ricordato che ci muoviamo in un quadro in cui è stato accantonato il maggioritario per andare invece su un sistema proporzionale. E’ questo è positivo. Poi è ovvio che bisogna dosare bene gli ingredienti altrimenti anche le migliori intenzioni possono portare eterogenesi dei fini. Prendiamo la Turchia: c’è un proporzionale sì, ma con una soglia al 10%… Vedremo la proposta Brescia e ci ragioneremo”.

Fonti di Italia Viva hanno invece dato un giudizio positivo sull’ipotesi di una legge elettorale proporzionale con soglia nazionale al 5%, nonostante, stando ai sondaggi, i renziani rischino di non superare lo sbarramento. C’è invece contrarietà rispetto a quello che viene definito diritto di tribuna, ovvero l’inserimento di una regola ulteriore che garantisca qualche seggio alle formazioni minori, ma che rischia di non essere altro se non un modo di bypassare la stessa soglia del 5% e, dunque, di riportare a una frammentazione del quadro politico.

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