Quelle testate nucleari non verranno spostate dalla Turchia alla base statunitense di Aviano, in provincia di Pordenone. È quanto sostiene il ministero della Difesa dopo le rivelazioni a Bloomberg del generale Charles Chuck Wald, dell’Air Force, ora in pensione, ma che continua a rivestire incarichi nell’amministrazione americana.

Il dicastero guidato da Lorenzo Guerini smentisce le dichiarazioni del militare statunitense che aveva spiegato come, vista la “crescita dell’antiamericanismo in Turchia” e la “volontà di Erdogan di avvicinarsi alla Russia”, gli Stati Uniti hanno “urgente” bisogno di ricollocare le armi nucleari ora custodite nella base di Incirlick.

Si tratta di una cinquantina di atomiche che, a suo avviso, non creerebbero “troppe difficoltà” ad Aviano, base che Wald ha comandato dal 1995 al 1997. Se non fosse che in provincia di Pordenone, dove ha sede il 31esimo Fighter Wing, si trovano già una trentina di testate simili e un eventuale trasferimento dalla Turchia all’Italia di un nuovo ‘pacchetto’ trasformerebbe Aviano nel più grande deposito europeo di bombe di quel tipo.

Una possibilità che il ministero della Difesa smentisce definendola “totalmente priva di fondamento” e sottolineando che “ogni aspetto relativo alla postura ‘nucleare’ in seno alla Nato viene discusso collegialmente fra tutti i Paesi membri”. Wald aveva spiegato che “idealmente la nuova collocazione delle armi dovrebbe essere sul suolo europeo, dove un’opzione è proprio la base aerea di Aviano”.

Tra l’altro l’ipotesi di un trasferimento dalla Turchia dell’armamentario atomico non è una novità. Se ne parlò anche nel 2016, ai tempi del tentato golpe militare, quando Erdogan sospettava che gli americani ci avessero messo lo zampino. Infatti a Incirlick, una cui parte è utilizzata dall’aviazione militare turca, furono ospitati alcuni aerei da rifornimento che consentirono agli F16 dei ribelli di minacciare Istanbul e Ankara. Per questo Erdogan aveva tagliato l’energia elettrica alla base e ne aveva arrestato il comandante.

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