Ha segnato e portato la squadra alla vittoria, ma nel tabellino al posto del suo nome tra i marcatori compare la scritta ‘negro‘. A segnalare il caso è stata la società Airone Football Club 1983 di Calderara di Reno che, su Facebook, ha riassunto l’accaduto in un post. La partitica di calcio della categoria juniores, giocata sabato nel Bolognese, ha visto l’Airone battere in trasferta lo Sporting Pianorese 1955. La gara è finita con un 4-0 a favore degli ospiti e il loro attaccante di colore tra i protagonisti. “Qualcuno dello Sporting Pianorese, però, evidentemente non l’ha presa bene e ha pensato di vendicarsi segnalando al sito Tuttocampo.it, dove vengono riportati i tabellini delle partite dilettantistiche, i marcatori della partita nella maniera che si vede nella foto”. E cioè con la parola ‘negro’ scritta per tre volte.

“Un modo – scrive ancora la società – per prendersela con il nostro centravanti di colore, reo di avere segnato e di essere un giocatore fortissimo e avversario difficile da affrontare. E’ comprensibile che la sconfitta addosso possa bruciare e le scintille in campo sfociare in rabbia, ma vomitare odio razziale addosso agli avversari è un segnale bruttissimo”. La Società Sporting Pianorese 1955, riporta ancora il post, “ha immediatamente stigmatizzato l’accaduto e ha preso le distanze dall’episodio. Tuttocampo.it ha rimosso il contenuto e bloccato il responsabile”. La società di Pianoro, contattata dall’Ansa, ha spiegato che sta cercando di chiarire chi sia stato l’autore del tabellino.

“Pensiamo che il campo da calcio sia una zona franca in cui è lecito insultare chiunque nelle forme più spregevoli. Tolleriamo e troviamo normale che l’avversario di colore possa essere insultato per il colore della sua pelle. E’ normale, oggi, in Italia, in serie A e in Terza Categoria, comportarsi così”, si legge ancora nel lungo post su Facebook. Che conclude con un’altra riflessione: “È al clima che giorno per giorno infesta la nostra società e all’odio razziale che giorno per giorno viene sparso a piene mani in ogni ambito. Lo sport non è un’isola felice, sta diventando lo specchio della nostra comunità nazionale. Chi soffia sul fuoco del disprezzo verso il colore della pelle o altro sta semplicemente seminando vento. Però purtroppo chi raccoglie tempesta siamo tutti noi. Oggi. Qui. In Italia“.

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