Il mondo FQ

“A Zverev ho sussurrato una frase. Vedendo da vicino Cobolli ho capito il suo grande segreto”: parla Panatta

L'ex tennista ha premiato il vincitore del Roland Garros e il tennista romano con il "piatto d'argento". Il suo racconto della finale
“A Zverev ho sussurrato una frase. Vedendo da vicino Cobolli ho capito il suo grande segreto”: parla Panatta
Icona dei commenti Commenti

L’abbraccio tra Flavio Cobolli e Adriano Panatta prima della consegna del “piatto d’argento” è stato il momento più bello della premiazione del Roland Garros. Traspirava da una parte il rispetto del finalista del Roland Garros per una leggenda del tennis italiano, dall’altra la profonda stima del vincitore dello Slam parigino nel 1976 nei confronti di chi è andato a un soffio dall’emulare la sua impresa esattamente 50 anni dopo. Nel mezzo ci si è messo Alexander Zverev, che però ha dovuto lottare cinque set e oltre quattro ore per conquistare la Coppa dei Moschettieri. Panatta, parlando con Paolo Bertolucci nel corso del loro celebre podcast “La Telefonata“, ha svelato cosa è accaduto nel corso della premiazione e le sue sensazioni sulla finale, vissuta dal vivo sul Philippe-Chatrier.

“Io ero convinto, e credo che anche tu avessi avuto la stessa sensazione, che alla fine del quarto set avrebbe vinto il quinto“, ha spiegato Panatta. Insomma, a suo parere l’inerzia del match sembrava pendere a un certo punto dalla parte di Cobolli. Cosa è successo, quindi? L’ex tennista ha aggiunto: “Durante la premiazione Cobolli mi ha detto ‘Ho avuto un principio di crampi al polpaccio, poi sono andato negli spogliatoi e il problema si è esteso anche al quadricipite. A quel punto non riuscivo più a giocare‘”. Una circostanza confermata poi dallo stesso Cobolli in conferenza stampa: “Nel 6-4 del tie-break ho avvertito crampi al polpaccio. Ho provato il mio meglio al cambio campo, ma poi dopo il secondo game avvertivo qualcosa anche al quadricipite. Il mio corpo mi ha abbandonato. Sentivo che anche luifossestanco, ma forse sa meglio di me nei punti cruciali cosa fare”.

Che Zverev fosse a sua volta in difficoltà, lo ha confermato anche Panatta: “Zverev, però, aveva un problema al ginocchio, già evidente da tre o quattro game prima. E nonostante questo è riuscito a resistere“. In ogni caso, Panatta ha speso parole molto belle per Cobolli, evidenziando qual è a suo avviso la qualità migliore del 24enne romano. “Quando li vedi da cinque o sei metri di distanza ti rendi davvero conto di tante cose”, ha detto parlando con Bertolucci. “Io non ho mai visto nessuno correre come Cobolli in vita mia. Davvero, una rapidità impressionante. Di giocatori ne avrò visti tantissimi, anche più forti, ma uno così veloce e capace di muoversi in quella maniera non l’avevo mai visto. E questo, secondo me, è il suo grande segreto“.

Nel corso del podcast c’è stato anche spazio per una curiosità legata a Zverev. Bertolucci ha notato infatti che nel corso della premiazione Panatta ha sussurrato qualcosa all’orecchio del tedesco, fresco campione del Roland Garros. Il suo amico e collega non si è sottratto e ha svelato la frase: “Gli ho sussurrato: ‘Welcome to the club‘. Ti è piaciuta questa?”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione