Una delle voci più belle della storia della musica italiana, assieme ad una delle penne più poetiche tra i cantautori di sempre. Sembrava impossibile, ma il progetto si è concretizzato con l’album “Mina Fossati”, in uscita il 22 novembre e anticipato dal singolo “Tex Mex”. C’è l’aria delle grandi occasioni, del grande evento unico a Milano. Nonostante la pioggia incessante di questi giorni in molti sono accorsi, complice anche la manifestazione della Milano Music Week, al Conservatorio Giuseppe Verdi per ascoltare le nuove canzoni di Ivano Fossati, pensate appositamente per questo progetto. Molti over 50, amici, addetti ai lavori, ma anche qualche studente del Conservatorio hanno potuto, attraverso delle cuffie ad alta tecnologia anche se all’inizio hanno avuto qualche intoppo, snocciolare parola per parola, nota dopo nota, ogni singola canzone.

L’apertura è affidata alla ballad “L’infinito di stelle”, che è un vero e proprio manifesto sociale. “C’è ancora speranza in questa terra, civilizzata soprattutto dai poeti (…) Spazio, amore, aria di tenerezza intorno. Forse è un sogno”, cantano entrambi. Poi c’è la filastrocca “Farfalle” in cui regna il gioco e l’ironia, con la voce di Mina che saltella sulle note impensabili qui e lì. “Ho scritto allo psichiatra e non ce n’era bisogno, mi sembrava di impazzire, ma era solo un sogno” e ancora “Se cucini del pesce chiudi il gatto nell’armadio e attento alla ricetta che sia quella della radio”. Si torna al tema sociale con “La guerra fredda” che non parla solo di una relazione, ma si amplia al concetto di perdonare quello che c’è stato, grazie anche all’aiuto del tempo. “So che qualcosa sta cambiando, serve più coraggio che prudenza per vivere (…) Serve più gioia che pazienza per credere che basta solo una parola, come fa la gente che mi piace”.

Tra i brani più belli del disco c’è “Luna diamante”, il brano portante della colonna sonora del nuovo film di Ferzan OzpetekLa dea fortuna”. Tutto ruota attorno alla frase “aiutiamoci a ricominciare”, una composizione che sembra quasi un’opera con la voce di Mina che tocca note virtuose e difficilissime. Un altro brano toccante e altamente lirico è “Meraviglioso è tutto qui” che parla di un dialogo tra due amanti, che dopo tanti anni insieme trovano sempre linfa vitale per andare avanti: “Noi disposti a difenderlo, pronti a rincorrerlo e credere un’altra volta. Sarà così di nuovo un tuffo al cuore. Una vertigine”. Piccolo neo e appunto: due canzoni “Ladro” e “Come volano le nuvole” (cantata solo da Fossati), posizionate nel cuore del disco, spezzano verso il basso un po’ il ritmo, creando una sensazione di straniamento, dopo l’ottimo inizio con “Infinito di stelle” e “Farfalle”, ma nell’impianto generale, composto da undici canzoni, è comprensibile anche un piccolo inciampo.

“In questi 8 anni c’era solo una volontà, quella dell’ozio. – rivela Ivano Fossati L’idea era di staccare, vivere la mia vita, la mia famiglia. L’unica che poteva riportarmi in uno studio era Mina. Disco, tournée, interviste, avevo bisogno di staccarmi da questa routine. Questa è un’eccezione e una gioia che non mi sarei mai negato: quella di lavorare insieme a Mina. Questo disco lo dovevamo fare molti anni fa, nel 1997. Stavamo per farlo, poi qualcosa non andò per il verso giusto. – racconta – Due anni fa ho scoperto che lei ancora pensava a questo progetto, io pensavo che neanche se ne ricordasse. Quando ho avuto questa notizia ci ho pensato e vi confesso che mi ha spiazzato proprio per quella che era stata la mia decisione. Sono stato titubante per un brevissimo momento. Poi ho raccontato la cosa a mia moglie, che mi ha detto ‘se dici di no a Mina chiedo il divorzio‘. È andata veramente così”.

Dopo diverse sessioni di lavoro Fossati ha potuto toccare con mano la professionalità di Mina. “Noi tutti abbiamo radicata la sola idea che sia una grandissima cantante, – spiega – ma lei è anche una grandissima musicista. Dietro ogni parola che canta c’è il pensiero. Tutte le interpretazioni di questo disco meriterebbero una lectio magistralis. Lei fa cose di una raffinatezza incredibile, che lei pensa in ogni dettaglio. È il suo pensiero che si fa suono”.

“Non si è fatto volutamente un disco celebrativo, con orchestra, che sembrasse monumento ai caduti. – interviene il figlio di Mina e produttore del progetto – Orchestrazioni volutamente minimaliste, tranne un paio di pezzi che avevano degli archi perché ce n’era bisogno. In ‘Luna diamante’ Mina a volte canta, a volte parla, a volte sussurra. Il vero lavoro di un cantante è quello, non mostrare la voce, ma farti piangere quando il brano lo richiede. Questo brano è stato scritto da Fossati per lei, per la sua voce e la sua capacità interpretativa”.

Infine una considerazione su uno dei progetti più attesi di fine 2020: “Il bello di questo disco in questo momento è che non c’è nient’altro così in giro. – conclude Pani – Può piacerti o no, ma non c’è qualcosa di simile. Credo però che vada ascoltato, soprattutto da chi vuole fare musica”.

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