Ci sono le firme sul pre-accordo per la formazione di un governo di minoranza tra il Partito Socialista, guidato dal capo del governo uscente, Pedro Sanchez, e Podemos di Pablo Iglesias che sblocchi l’impasse politico in Spagna. I due leader si sono visti ieri sera in una riunione tenuta segreta e durante la quale hanno raggiunto un patto per sbloccare la situazione recuperando, senza veti, i termini dei negoziati dello scorso luglio. Un accordo che arriva dopo il fallimento delle trattative seguite alle passate elezioni di aprile, in una situazione di redistribuzione dei seggi che allora era più favorevole per la formazione di una coalizione di sinistra.

Dopo l’incontro delle 14 al Congresso, i due capi politici hanno parlato alla stampa presente. “Abbiamo raggiunto un pre-accordo per formare un governo di coalizione progressista che combini l’esperienza del Psoe e il coraggio di Unidas Podemos”, ha esordito Iglesias nella conferenza stampa congiunta con Sanchez. Il leader della formazione di sinistra ha assicurato al premier che “può contare sulla nostra lealtà. Lavoreremo per ottenere la maggioranza necessaria per avere l’investitura a premier e il sostegno al governo. Lavoreremo per formare un governo”. Iglesias, che la scorsa estate non riuscì a trovare l’accordo con i Socialisti, ha detto che “quello che in aprile era un’opportunità storica si è trasformata in una necessità storica“.

A spiegare i termini del ‘contratto’ è invece il leader del Psoe: “È un accordo per quattro anni, di legislatura. Sarà basato sulla coesione e la lealtà e aperto al resto delle forze politiche per costruire una maggioranza parlamentare. Il Psoe aprirà i contatti con il resto dei partiti politici per costruire una maggioranza parlamentare. Questo nuovo governo sarà rotondamente progressista perché sarà formato da forze progressiste e perché lavorerà per il progresso della Spagna e di tutti gli spagnoli. Ciò che non rientrerà sarà l’odio e lo scontro fra gli spagnoli”, ha concluso Sanchez.

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