La manovra è stata bollinata dalla Ragioneria dello Stato. La nuova versione della legge di bilancio, la prima del governo giallorosso, verrà inviata a breve in Parlamento. Il testo è composto da 119 articoli ed è lungo 90 pagine. Uno dei primi interventi riguarda “la sterilizzazione delle clausole Iva” da 23 miliardi di euro. Dalla tabella finale di sintesi emerge che la manovra farà ricorso ad un deficit per un valore di 16,3 miliardi di euro nel 2020, di 12,7 miliardi nel 2021 e 10,5 miliardi nel 2022. L’impatto è leggermente superiore a quanto stimato dal documento programmatico di bilancio (circa 16 milioni). Le altre misure della manovra, che il governo aveva stimato valere sui 30 miliardi, hanno invece una copertura interna. Secondo le tabelle allegate al testo, le nuove tasse introdotte con la manovra aumenteranno nel 2020 il prelievo fiscale di circa 2 miliardi. Ecco i calcoli che emergono dalla relazione tecnica.

Bonus bebè per a 440mila nati
Circa un terzo dei beneficiari del bonus bebè riceverà il massimo dell’assegno, 160 euro al mese, perché il nuovo nato arriverà in famiglie con Isee sotto i 7mila euro. I nuovi nati del 2020 vengono indicati in 440mila di cui 140mila in famiglie povere. La metà degli assegni sarà comunque maggiorato del 20% perché andrà a figli dal secondo in poi.

Aumentano richieste voucher nido
Nel 2019, al 18 ottobre, sono state registrate oltre 290mila domande per il voucher per l’asilo nido, su un numero attuale di posti pari a circa 350-360 mila. “La spesa è in significativa crescita”, specifica la relazione tecnica, ma il fondo è “congruo” per garantire il voucher fino agli attuali 1.500 euro. Visto l’ampliamento del contributo, che può arrivare fino a 3mila euro per le famiglie con Isee più basso, la manovra stanzia altri 190 milioni per il 2020 che aumentano progressivamente fino ad arrivare a 291 milioni nel 2029. La relazione precisa anche che “il beneficio è riconosciuto nel limite massimo di spesa programmato”.

Il taglio della cedolare secca costa 200 milioni
Mantenere al 10% e non portare al 15% la cedolare secca sugli affitti a canone concordato determinerà per lo Stato una perdita di gettito di 200 milioni di euro nel 2020, di 223 milioni nel 2021 e di 212 milioni nel 2022. Nella tabella si stima che, sulla base delle dichiarazioni dei redditi del 2018, nel complesso la base imponibile legata alla cedolare secca per immobili a canone concordato sia di oltre 4,2 miliardi di euro.

Dalla plastic tax 1,1 miliardi nel 2020
La plastic tax porterà nelle casse dello Stato 1,1 miliardi di euro, se partirà a luglio del 2020. L’anno successivo il gettito dovrebbe invece salire a 1,8 miliardi di euro, mentre nel 2022 l’incasso stimato è di 1,5 miliardi.

Auto aziendali: la tassa su quelle inquinanti vale 332 milioni
Il gettito previsto dallo Stato con l’aumento delle tasse sulle auto aziendali inquinanti sarà di 332 milioni di euro nel 2020. Salirà fino al 2022, quando raggiungerà i 378 milioni, e poi comincerà a scendere, arrivando a 360 milioni nel 2026. Secondo i dati della relazione tecnica allegata alla manovra, i veicoli immatricolati nel 2018 e intestati a partite Iva sono 840mila: per circa 43mila di questi la tassa passa dal 30% al 100% e per circa 754mila passa al 60%. La relazione ricorda comunque, che circa il 25% delle auto individuate è escluso dall’aumento perché è in uso a rappresentanti.

Sugar tax: nelle casse dello Stato 234 milioni
La tassa sullo zucchero farà entrare nelle casse dello Stato 234 milioni il prossimo anno, altri 262 milioni nel 2021, poi 256 milioni nel 2022 e 275 milioni a regime.

Tassa sulla fortuna: 296 milioni nel 2020
L’incremento del prelievo sulle vincite al gioco porteranno nelle casse dello Stato 296 milioni di euro nel 2020; mentre nel biennio successivo le entrate saranno pari a 316 milioni l’anno.

Super ticket via da settembre: il costo è di 185 milioni
L’abolizione del super ticket per le prestazioni sanitarie partirà a settembre del 2020 e farà mancare nelle casse del servizio sanitario, solo il prossimo anno, 185 milioni. Mentre a partire dal 2021 il minor gettito, che dovrà essere compensato dallo Stato, sarà pari a 554 milioni di euro.

Il bonus facciate costa 206 milioni
Il bonus facciate, che consentirà di ristrutturare gli esterni degli edifici potendo beneficiare di una detrazione lorda del 90%, costerà 206 milioni di euro nel 2021.

Fondo disabilità: 95 milioni per il 2020
Il fondo per la disabilità e la non autosufficienza avrà una dotazione iniziale di 95 milioni di euro (anno 2020), che saliranno a 265 milioni nel 2021 e a 478 milioni a partire dal 2022.

Esenzione del canone Rai per gli anziani
L’esenzione del canone Rai per gli anziani a basso reddito ‘costerà’ 21 milioni di euro l’anno, nel triennio 2020-2022. A tanto ammontano, infatti, le minori entrate stimate.

Rinvio digital tax: mancheranno 600 milioni
Il rinvio della digital tax avrà un effetto negativo sulle casse dello Stato pari a 600 milioni di euro. La decisione di far partire la tassa dai ricavi realizzati nell’anno solare a decorrere dal 2020 comporta che il pagamento delle imposte scatterà nel 2021. Di conseguenza il gettito stimato dall’introduzione del tributo, a partire dal prossimo anno, non potrà più essere ‘conteggiato’ tra le entrate dell’erario.

Obbligo pagamenti elettronici: +868 milioni nel 2021
L’obbligo di pagare con moneta elettronica per ottenere le detrazioni del 19% porteranno nelle casse dello Stato maggiori entrate per 868 milioni di euro nel 2021 e altri 496 milioni nel 2022.

Stretta sulle partite Iva forfettarie vale 894 milioni nel 2021
La stretta sul forfait al 15% per le partite Iva vale 894 milioni nel 2021 e 568 milioni nel 2022. Il paletto più ‘pesante’ è quello sul divieto di cumulo per chi ha altri redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 30mila euro, che vale 593,8 milioni nel 2021 e 350 milioni nel 2022. Con lo stop alla flat tax sopra i 65mila euro che doveva scattare dal 2020, invece, lo Stato ‘risparmia’ 154 milioni nel 2020, ma ben 2,5 miliardi nel 2021 e 1,5 miliardi nel 2022 quando la norma entrava a regime.

Rinnovo contratto statali: aumenti in busta paga del 3,5%
I 3 miliardi e 175 milioni per il rinnovo del contratto degli statali, che entrerà a regime nel 2021, corrispondono ad aumenti in busta paga del 3,5%. Quello per il settore non statale, compresi Comuni ed enti locali, vale 2,53 miliardi, sempre a regime, di cui dovranno farsi carico i bilanci dei territori. La somma totale per il rinnovo di tutto il pubblico impiego, quasi 3,3 milioni di dipendenti, ammonta così a 5,7 miliardi di euro. E il rialzo del 3,5% vale anche per la sanità.

Imposta sostitutiva su rivalutazione partecipazioni e terreni: + 823 milioni
L’estensione al 2020 dell’imposta sostitutiva sulla rivalutazione di partecipazioni e terreni, ritoccata all’11%, avrà un effetto positivo sui conti pari a 823 milioni di euro nel 2020, che saliranno a 453 milioni sia nel 2021 che nel 2022.

Da rinvio deduzioni componenti negative Ires risparmio di 986 milioni
Il differimento della deduzione per le componenti negative dell’Ires, come le svalutazione e le perdite sui crediti, consentirà di risparmiare 986 milioni di euro nel 2020.

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