I mezzi militari turchi e quelli russi hanno iniziato i primi pattugliamenti congiunti nel nord-est della Siria, come previsto dagli accordi di Sochi siglati da Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan e accettati (parzialmente) dai curdi e dal regime siriano. I controlli sono stati svolti a est e a ovest della città di Al-Darbasiyah, escludendo quella di Qamishlo, capitale amministrativa della regione autonoma curda. Secondo i media locali, sono stati impiegati otto veicoli blindati, quattro per ciascun Paese, e un drone. L’area coperta è di 110 chilometri di lunghezza e dieci di profondità. Nel video, la rabbia della popolazione locale, che ha lanciato sassi contro i mezzi militari di Ankara.

Il Fatto Internazionale - Le notizie internazionali dalle principali capitali e il dossier di Mediapart

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Catalogna, associazione Òmnium Cultural lancia una campagna di autocondanna: “Siamo colpevoli quanto i 12 leader catalani”

next
Articolo Successivo

Dresda, città proclama “emergenza nazismo”. Cdu di Merkel non vota: “Errore linguistico”

next