Mia madre ha combattuto la malattia per 10 anni, e questo l’ha fatta diventare 50enne. Mia nonna è morta a 40 anni. Spero che le mie scelte mi permettano di vivere un po’ più a lungo”. A dirlo è Angelina Jolie in un lungo articolo scritto di suo pugno pubblicato sul Time in cui è tornata a parlare in modo molto personale del cancro al seno che ha ucciso sua madre, delle sue scelte di chirurgia preventiva e dell’importanza di un sostegno anche psicologico per chi sta affrontando questa battaglia.

“Mia madre ha lottato contro il cancro per quasi un decennio – ha raccontato l’attrice -. Mentre mi trovavo nel corridoio dell’ospedale, in attesa che il suo corpo venisse trasportato al luogo in cui sarebbe stato cremato, il medico mi disse che aveva promesso a mia madre che si sarebbe assicurato fossi informata sulle mie opzioni mediche. Anni dopo sono stata in grado di effettuare un test genetico che rilevava che avevo un gene, il cosiddetto BRCA1, che mi predispone al cancro. Il test è arrivato troppo tardi per le altre donne della mia famiglia”.

Per questo motivo, Angelina Jolie si è sottoposta a una doppia mastectomia e ha rimosso le ovaie e le tube di Falloppio, in modo da ridurre il rischio di sviluppare il cancro. Una decisione di cui non si pente: “Sono felice di aver fatto delle scelte per migliorare le mie probabilità di essere qui e vedere i miei figli diventare adulti, incontrare i miei nipoti. Spero di trascorrere quanto più tempo possibile con loro – ha spiegato -. Ormai è trascorso un decennio da quando ho perso mia madre. Ha incontrato solo alcuni dei suoi nipoti e spesso era troppo stanca per giocare con loro. Non posso pensare a quanto le loro vite avrebbero beneficiato di altro tempo trascorso con lei, con la sua protezione, il suo amore, la sua grazia”.

“Ho un cerotto per gli ormoni e devo sottopormi a regolari controlli sanitari – ha proseguito Angelina -. Vedo e sento il mio corpo cambiare, ma non mi dispiace. Sono viva e per ora in grado di gestire tutte le problematiche che ho ereditato. Le cicatrici ci ricordano ciò che abbiamo superato. Ci rendono unici. Sono le cose più belle dell’esistenza umana. Ma le cicatrici più difficili da sopportare sono spesso invisibili, sono quelle della mente”.

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