Thierry Bolloré non è più l’amministratore delegato del gruppo Renault. L’azienda francese ha tolto il mandato a quello che di fatto era il suo numero due nella scala gerarchica, e quello con le mansioni più operative, dopo il presidente Jean-Dominique Senard. Pare che il motivo principale di questo allontanamento siano stati proprio i dissapori di Bollorè con quest’ultimo, che gode dell’appoggio dello stato francese il quale possiede il 15% d Renault, nonché il poco gradimento da parte degli alleati di Nissan.

Anche i giapponesi, a loro volta, hanno da poco cambiato il loro amministratore delegato, nominando Makoto Uchida: difficile pensare che il doppio rimescolamento nel top management dei due marchi, avvenuto in tempi così ravvicinati, non sia collegato. Specie dopo le prove di matrimonio con Fca, naufragato a giugno proprio a causa di Nissan, che si mise di traverso. E, ancor prima, l’arresto e conseguente estromissione di Carlos Ghosn, di cui Bollorè era anche stato il vice. E forse proprio questo gli è stato fatale, nell’ottica Renault di tagliare definitivamente i ponti col passato.

Bollorè, che aveva già denunciato il tentativo di defenestrazione qualche giorno fa in un’intervista a Les Echos, ha bollato il suo allontanamento (“con effetto immediato”, come si legge in una nota dell’azienda) come un “colpo di mano clamoroso e inquietante”. L’ex amministratore delegato verrà sostituito da Clotilde Delbos, arrivata in Renault nel 2012 e divenuta Chief Financial Officer nel 2016, “fino a quando non sarà completato il processo per nominare un nuovo ceo”. Per decisione del board, verrà affiancata nel suo compito da due vice direttori operativi: Olivier Murguet e Jose Vincente de los Mozos.

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