Riapre dopo i lavori di riqualificazione il nuovo Giardino dei Giusti nel parco del Monte Stella a Milano. A tagliare il nastro è stata la senatrice a vita Liliana Segre., sopravvissuta ai campi di sterminio. Il Giardino ricorda, attraverso “cippi” di granito e alberi, le persone che si sono opposte nel mondo ai genocidi e ai crimini contro l’umanità come Moshe Bejski, Andrej Sakharov, Svetlana Broz e Pietro Kuciukian.

“I giusti possono essere delle persone semplici, umili, non eroi declamati – ha spiegato la senatrice Segre nel suo discorso – Sono coloro che hanno fatto la scelta di uscire dalla massa degli indifferenti. La parola indifferenza ha colpito allora e colpisce anche oggi, perché è molto più facile essere indifferenti e girarsi dall’altra parte, dire ‘questo non mi riguarda’. I giusti sono, invece, un dono che ha ricevuto l’umanità intera”.

La senatrice ha poi ricordato i suoi “giusti”: la famiglia Pozzi di Paderno Dugnano e la famiglia Civelli di Castellanza che hanno aperto la porta di casa per nasconderla per alcuni mesi, anche se non è stato sufficiente a salvarla della deportazione nel campo di sterminio. “Per me hanno rischiato la fucilazione per nascondermi – ha detto – perché anche se avevo 13 anni per il Reich ero un nemico pubblico”.

Presente all’inaugurazione, la seconda dopo quella del 2003, anche Gabriele Nissim, presidente di Gariwo, la società che gestisce il Giardino insieme al Comune: “Da questo luogo vogliamo trasmettere l’immagine etica di Milano, e vorremmo che fosse una tappa per i turisti che vengono in città”. E poi rivela: “Quest’anno, viste le mobilitazioni di milioni di giovani nel mondo per il clima, lanceremo i giusti per l’ambiente e per la difesa del pianeta”. Intanto, il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, ha promesso, tramite messaggio, di visitare presto il nuovo giardino: “Tutti dobbiamo gioire per questo spazio ritrovato – ha scritto – Incoraggerà tutti a costruire un domani di pace e tolleranza”.

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