Matteo Salvini lo voleva chiudere, e quando venne a Mineo, il 9 luglio scorso, parlò di ‘’bellissima giornata per la legalità ed il territorio’’. Ma Vincenzo Gozza, un ex politico locale di Alleanza Nazionale che lo scorso 6 settembre è diventato responsabile cittadino della Lega a Caltagirone, la chiusura del Centro di accoglienza per richiedenti asilo non la vuole. Lui al Cara ci lavora: con la sua ditta cura la manutenzione dell’impresa Pizzarotti, la società di Parma che è proprietaria del residence degli Aranci, cioè le villette a schiera trasformate nel 2011 nel centro d’accoglienza più grande d’Italia. E da consigliere comunale di Caltagirone il 4 ottobre dell’anno scorso votò un ordine del giorno per il ripristino dei servizi al Cara: un palese conflitto di interessi anche politici, gli contestano adesso i leghisti calatini, visto che in questo modo ha disatteso la linea del partito.

Ora il suo caso mette a rischio l’unità della Lega nella Sicilia Orientale, dove alcuni dirigenti hanno scelto di virare verso un approdo meridionalista, restando però sempre ancorati a Salvini. Dopo l’abbandono di Carmelo Lo Monte, globetrotter della politica siciliana approdato alla Camera con le insegne del Carroccio e oggi passato al gruppo Misto, arriva dalla Sicilia una nuova grana per l’ex sottosegretario Stefano Candiani. L’uomo mandato da Tradate, provincia di Varese, in Sicilia a fare da commissiario del Carroccio è stato informato del caso Gozza ‘’più volte, finora senza esito’’, sostiene Alberto Spitale di Caltagirone, uno dei quattro capi area della Lega. I mal di pancia si trascinano da mesi e ‘’all’inizio la sua iscrizione è stata sospesa – ricostruisce Spitale – poiché dall’autocertificazione prevista dal codice etico, inviata a Candiani, risultava una condanna”. Il riferimento è per una sentenza di colpevolezza per reati ambientali, mentre Gozza è anche indagato per falso in comunicazioni sociali legate a fatture false per operazioni inesistenti del 2016. “Lui – continua Spitale – ha cominciato a sgomitare, forte del sostegno di una parte dei dirigenti, in questi ultimi mesi impegnati in lotte fratricide invece che nell’applicazione dei programmi. Avevano duplicato gli incarichi, creando una struttura parallela di dirigenti, ma abbiamo fatto una riunione con Candiani che ha chiarito che a rappresentare la Lega dovevano essere solo i circoli. Gozza non l’ha presa bene quando glielo abbiamo fatto notare in un incontro all’hotel Nettuno, e con una successiva mail. Nonostante ciò è riuscito a farsi nominare responsabile cittadino della Lega a Caltagirone. E gli stessi problemi so che li stanno vivendo a Palagonia’’. Interpellato dal Fatto Candiani ha dichiarato di non conoscere direttamente Gozza. ‘’Mi risulta solo che in seguito abbia chiarito i motivi politici del suo dissenso sul Cara, per il resto verificherò’’. E ha concluso: ‘’Bisogna stare attenti, tanti sul territorio si autoproclamano Lega, senza averne titolo’’.

E se una pregiudiziale etica l’ha opposta anche il sindaco di Caltagirone, Gino Ioppolo, ex deputato regionale di An fedelissimo di Nello Musumeci, impedendo a Gozza l’ingresso in giunta come assessore ( lo ha rivelato lo stesso Gozza in un’intervista all’emittente privata Tele Pegaso: ‘’C’è un veto posto dal sindaco, di carattere etico per una sentenza che mi penalizza che sta per essere prescritta’’), i mal di pancia tra i leghisti di Sicilia per il caso Gozza non finiscono qui: nell’autocertificazione, alla domanda se ha altri procedimenti penali in corso, il consigliere comunale cita una causa di lavoro. Da fonti investigative si apprende che a suo carico c’è anche un reato di falso in comunicazioni sociali legate a fatture false per operazioni inesistenti del 2016. Il suo casellario giudiziale, in possesso dello stesso Candiano che lo ha mostrato al fattoquotidiano.it, alla data del 28 maggio risulta comunque nullo.

Agli inizi di settembre Spitale e altri hanno aderito al movimento ‘’Meridionali con Salvini’’, costola interna del Carroccio che accoglie i meridionali, emigrati e no, di ogni latitudine, dal sud d’Italia, alla Francia, al Belgio e persino agli Usa. ‘’E’ un movimento guidato da Salvatore Albelice – conclude Spitale – che a Bruxelles è segretario di un deputato belga, e tra i leader vede il docente francese di origini siciliane Alexander de la Valle’’.

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