Esistono due artisti circensi minuti come lillipuziani? Il regista di Corteo, lo show del Cirque du Soleil arrivato in Italia per la prima volta pochi giorni fa, li ha cercati ovunque. “Li ho trovati a Gerusalemme, dove si esibivano in un centro commerciale”, racconta soddisfatto Daniele Finzi Pasca. L’ingaggio di Gerard e Valentina, un uomo e una donna dalle proporzioni perfette ma davvero piccoli nelle dimensioni, è avvenuto nel 2005, quando Corteo è andato in scena a Montréal, sede della leggendaria compagnia di teatro circo che continua a incantare milioni di spettatori in tutto il mondo.

Il tour europeo di Corteo, partito il 26 settembre a Torino per toccare Milano (Mediolanum Forum fino al 6 ottobre) e poi Bologna e Pesaro, coinvolge una cinquantina di artisti fra acrobati, ballerini, attori, musicisti, oltre a una cinquantina di tecnici. Il rapporto è uno a uno: perché la magia del circo contemporaneo è sintesi fra abilità umane e tecnologia. “Lo show racconta il funerale immaginario di un clown – spiega il regista – il suo passaggio dalla terra al cielo, dal suo mondo popolato da sgangherati artisti burloni, alla dimensione degli angeli, anch’essi un po’ burloni. Fra flash back e sogni, scorrono i personaggi della tradizione di teatro e circo europei. Il burbero direttore, i burattini indisciplinati, i ballerini acrobati che sembrano sfidare ogni legge della fisica e si affrontano a suon di evoluzioni che tolgono il respiro.

“C’è un momento in cui due acrobati eseguono salti mortali volando da un lato all’altro del trampolino. Ogni volta che uno dei due tocca terra determina il salto dell’altro. Ebbene, lo spazio per la caduta è così scarso che sin dalle prove tutto lo staff è in tensione”, aggiunge Finzi Pasca. Ma non è solo il superamento delle abilità umane a rappresentare l’incanto di Corteo, fra danze aeree appese a tessuti, equilibrismi su alte scale sospese, hula hop nell’aria dove ogni parte del corpo muove un cerchio. E’ la sintesi fra semplicità, la sfida del limite umano, e tecnologia. Nel corteo di strampalati artisti circensi che porgono l’ultimo festoso saluto al clown scorre la storia del teatro di strada, sfilano suonatori di improbabili strumenti, ballerine di carillon, domatori e giocolieri, personaggi della commedia delll’arte. Un sapore felliniano, ma anche il virtuosismo del teatro di corte, quando il violinista intona motivi classici mentre attorno roteano sul palco – il mosaico della cattedrale di Chartres – i personaggi della tradizione.

Un artista ne fischietta i motivi come per caso riportando la dimensione ideale alla realtà quotidiana. “L’organizzazione di uno show del Cirque du Soleil è come quella di un grande concerto rock”, sottolinea il regista. Artisti e tecnici dormono nei camion attorno al luogo dello spettacolo. Si monta e si smonta l’allestimento in un giorno. Non c’è tempo per fare i check negli alberghi. E’ una macchina scenica immensa che richiede un’organizzazione precisissima. La rivoluzione di Corteo dal punto di vista tecnico riguarda il palcoscenico. Nel passaggio dal tendone – chapiteau – alle arene il regista ha pensato di dividere lo spazio in due settori frontali di pubblico che si guadano a specchio. Il palco circolare al centro, i back stage laterali. L’orchestra, che un direttore dirige dalle quinte, è suddivisa in quattro punti circostanti il palco. La ricerca della perfezione tecnica si unisce al calore della performance. E così, mentre gli angeli e lo stesso clown si sollevano grazie alla magia tecnologica, la lillipuziana Valentina vola sul pubblico ancorata a palloni aerostatici. Niente di tecnologico ma solo uno studio di contrappesi. A lei e al suo partner Gerard è dedicato un numero di burattini, un teatro intimo degli equivoci dove Romeo e Giulietta si fraintendono continuamente. Ed è così che sui letti vintage cosparsi di orsetti e ninnoli, un flash back dell’infanzia del clown, saltano acrobati che sfidano la forza di gravita in una lotta di cuscini. “Ci sono voluti mesi a studiare questi letti – conclude Finzi Pasca – per fa sì che il tappeto elastico posto all’interno del piccolo materasso consentisse il salto degli artisti”. Uno show che incanta come un film fantasy, come un gioco d’infanzia dimenticato. La storia dà il senso a ogni numero di abilità. Il clown alla fine saluta il pubblico pedalando in cielo sulla sua bicicletta. E’ davvero morto o ha solo sognato?

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