“Dire che si voleva aumentare l’Iva vuol dire mistificare“. Da Palazzo Chigi il messaggio è arrivato chiaro: non è mai stata presa in considerazione l’ipotesi di aumenti delle aliquote, se non quella poi scartata che prevedeva un meccanismo di bonus-malus in caso si uso del contante o della moneta elettronica. All’interno della maggioranza però il dibattito continua, sorretto dall’asse tra M5s e Italia Viva. “Ancora oggi sui giornali sentiamo parlare di ‘rimodulazione‘ dell’iva. Lo ribadiamo per l’ennesima volta: no a giochini e giri di parole, l’Iva non deve aumentare“, hanno spiegato fonti Cinquestelle a tutte le agenzie. Matteo Renzi è d’accordo: “Non vogliamo fare dispetti agli italiani o regali a Salvini: l’aumento dell’iva sarebbe un disastro”, ha puntualizzato nella sua e-news. Aggiungendo: “Qualcuno si stupisce che ci sia una sintonia tra Cinquestelle e Italia Viva su questo tema? Mi stupisce chi si stupisce: è una convergenza di buon senso“. Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, intervistato dal Tg3 prova a invertire la narrazione: “Non è vero” che il mancato aumento dell’Iva è una vittoria di Renzi o del M5s, sottolinea, “tutti dovremmo essere contenti“. “La rimodulazione dell’Iva era tra le varie ipotesi. È accantonata, non c’è più. Finiamola con delle polemiche sul nulla“, la risposta agli alleati di governo del ministro di Beni culturali e Turismo, Dario Franceschini.

A rianimare il dibattito su una possibile e futura rimodulazione è stato il ministro agli Affari regionali, Francesco Boccia: “Oggi siamo nella condizione in cui assorbenti e pannolini sono tassati con Iva ordinaria al 22% e alcuni beni anche di lusso vivono di evidenti agevolazioni. Rimodulare le aliquote Iva rivedendo i panieri entro la legislatura è dovere di un governo che è nato con le intenzioni di ridurre le ingiustizie presenti nella società”. Quindi, non in questa manovra, ma entro la legislatura: un orizzonte a cui nei giorni scorsi ha aperto anche il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Stesso concetto ribadito anche dalla sua vice, la Cinquestelle Laura Castelli, in un’intervista a La Stampa: gli aumenti dell’Iva saranno sterilizzati, ha sottolineato, ma “il dibattito innescato sull’Iva dimostra che il problema esiste. Non è ragionevole che sulle patatine fritte ci sia l’imposta al 4%. O che sia al 10 quella sui prodotti da collezione“.

Tabù non ce ne devono essere, su nulla. Se il Parlamento riterrà opportuno fare un dibattito durante l’iter della Finanziaria, è liberissimo”, ha detto Castelli a La Stampa. La viceministra all’Economia ha poi contestato il titolo del quotidiano – “Sull’Iva nessun tabù. Il Parlamento è libero di discutere aumenti” – spiegando che “lo stiamo dicendo da settimane, basta con titoli fuorvianti e false ricostruzioni. L’Iva non si aumenta“. Nella sua intervista, Castelli ha spiegato che “ci sono aliquote che devono scendere” e che “nei mesi scorsi abbiamo tentato senza successo di abbassare l’imposta sugli assorbenti femminili. E’ indegno che si debba pagare il 22% su un prodotto del genere”.

Le rimodulazioni Iva “si faranno perché oggi in questa imposta ci sono situazioni ingiuste“, è anche il pensiero di Boccia, ribadito in un’intervista ad Avvenire. Il ministro dem, a margine dell’audizione in commissione per le questioni regionali, ha citato i suoi ex compagni di partito oggi in Italia Viva: “Ci sono ingiustizie che vanno corrette. Questo significa rimodulare l’Iva non altro e non certamente le ricostruzioni macchiettistiche dei giorni scorsi secondo le quali c’era chi voleva aumentare l’Iva e chi non voleva”. “Nessuno vuole aumentarla ma eliminare le ingiustizie è un dovere. Quando andrà fatto lo deciderà il presidente del consiglio con il ministro dell’economia”, ha concluso Boccia.

“Il ministro cerca di ridurre a veline i tentativi di rimodulare l’Iva con aumento di gettito, poi afferma che ‘le rimodulazioni Iva si faranno’, ‘perché è di sinistra’. Bene ha fatto Italia Viva a porsi come argine contro ogni aumento della tassazione”, ha replicato sui social il senatore di Italia Viva, Eugenio Comincini. “I suoi insulti non fermeranno la nostra crescita sui territori, le sue parole non cancelleranno il nostro vero obiettivo: no all’aumento dell’Iva e delle tasse”, ha scritto su Twitter, Ernesto Magorno, anche lui renziano. Intanto è proseguito ancora il botta e risposta tra Luigi Marattin e Franceschini. “Io mi sono soltanto battuto per evitare l’aumento dell’Iva, mentre lui negava dei dati di fatto”, ha dichiarato il deputato di Italia Viva. “La rimodulazione dell’Iva era tra le varie ipotesi. È accantonata, non c’è più. Finiamola”, la risposta del ministro dem.

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