Il taglio dei parlamentari è il primo vero banco di prova del nuovo governo giallorosso. Luigi Di Maio lo fa capire con un nuovo post su Facebook in cui sottolinea come la misura che toglie 345 tra deputati e senatori porterebbe a un risparmio in 10 anni di “un miliardo di euro“. “Che può essere speso in cose molto più utili“, scrive il ministro degli Esteri e capo politico M5s. Facendo un elenco con 4 esempi: “133 nuove scuole o 67mila aule”, ma anche “13mila ambulanze“, “11mila medici o 25mila infermieri”, oppure “133 nuovi treni per i pendolari”. “Facciamolo subito”, conclude quindi Di Maio. Il messaggio è ovviamente rivolto al Pd: mercoledì 25 ci sarà la capigruppo della Camera che deciderà il calendario dei prossimi tre mesi. Quella sarà la sede in cui si dovrà fissare l’approdo in aula del taglio dei parlamentari.

Già venerdì Di Maio ha chiarito come il taglio dei parlamentari fosse anche l’occasione per il Partito democratico di ‘smentire’ chi, come Alessandro Di Battista, è tornato a parlare dell’inaffidabilità, a suo avviso, dei dem: “La prima prova di questo governo è il taglio dei parlamentari – ha scritto il capo politico del M5s in un lungo post sul Blog delle Stelle – Va fatto nelle prime due settimane di ottobre”. Parole, quelle di Di Maio, che hanno provocato la reazione dei democratici. “La nostra lealtà – hanno dettofonti del partito – non si misura sul taglio dei parlamentari. Abbiamo dato la nostra parola e si farà, non si discute. Ma l’accordo di governo prevede che il taglio sia accompagnato da un’intesa complessiva su legge elettorale e modifiche costituzionali. Ci stiamo lavorando, e bene, con il sottosegretario Fraccaro. E se serve un po’ di tempo per definire l’intesa, si abbia pazienza…”.

“Abbiamo già abolito i vitalizi e le pensioni d’oro, ora manca l’ultimo sforzo alla Camera per portare a casa questa terza riforma anti-casta, la più importante di tutte”, si legge oggi in nuovo post sul Blog delle Stelle condiviso dallo stesso Di Maio. È l’occasione per ricordare la marcia indietro della Lega: “A qualcuno, da una vita profondamente attaccato alle poltrone – si legge – è mancato il coraggio di portare a termine il lavoro, e chissà che uno dei motivi della caduta del governo precedente, in pieno agosto, non sia anche e, soprattutto, questo”. Il M5s “non permetterà che l’obiettivo sfumi adesso che è stato quasi raggiunto il traguardo”, prosegue il post. “Non pretendiamo di risolvere i problemi del Paese con il taglio dei costi della politica, ma abbiamo sempre detto che dopo anni di sacrifici e austerità a danno di lavoratori e imprese toccava alla politica tirare la cinghia e dare l’esempio”.

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