Il sindaco Pd di Bibbiano, Andrea Carletti, ora sospeso perché indagato per abuso d’ufficio e falso nell’ambito dell’inchiesta “Angeli e demoni” sugli affidi illeciti della Procura di Reggio Emilia, passa dagli arresti domiciliari all’obbligo di dimora nel Comune di residenza, Albinea. È questa la decisione del tribunale della Libertà di Bologna sul ricorso della difesa del primo cittadino.

Carletti, che si è autosospeso anche dal Partito Democratico, si trovava agli arresti domiciliari dal 27 giugno. La difesa, gestita degli avvocati Giovanni Tarquini e Vittorio Manes, sostenie che, per gli incarichi alla Onlus di Torino Hansel e Gretel al centro dell’inchiesta, Carletti si fosse rifatto a leggi regionali e avesse agito sempre nella legalità. Ora, il sindaco sospeso resta in attesa della pronuncia del tribunale della Libertà su un ricorso della Procura che ne aveva chiesto l’arresto ai domiciliari, negato però dal gip, in un altro filone.

Giovedì la notizia che Carletti ha presentato querela per 147 post e mail dal contenuto ritenuto offensivo o minatorio nei suoi confronti. Uno di questi, pubblicato a metà luglio, è opera di Luigi Di Maio: “Col Pd non voglio avere niente a che fare. Col partito che fa parte dello scandalo di Bibbiano, con i bambini tolti ai genitori e addirittura sottoposti a elettroshock e mandati a altre famiglie, con il sindaco Pd che è coinvolto in questo, non voglio avere niente a che fare”, disse il capo politico M5s.

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