Per la prima volta la Marina Militare degli Stati Uniti ha ammesso l’esistenza di oggetti non identificati in alcuni filmati autentici. Si tratta quindi di una conferma inedita della presenza degli Ufo (Unidentified Flying Object). La Marina ha infatti messo il suo timbro a un documento che attesta come in tre clip di video militari girati quattro anni fa da diversi piloti di caccia F/A-18 Super Hornet ci siano “fenomeni aerei non identificati“, ovvero dei velivoli mai visti prima, affusolati, senza ali e senza motori che sfrecciano a velocità elevatissime, virando fulmineamente anche a 90 gradi. Qui si blocca infatti il resoconto dei funzionari, che non forniscono altre spiegazioni a quel “fenomeni aerei non identificati”, come ha spiegato il portavoce della Marina, Joe Gradisher alla Cnn.

Gli avvistamenti dei top gun americani risalgono a quattro anni fa e le clip furono pubblicate tra il dicembre 2017 e marzo 2018 da To The Stars Academy of Arts & Sciences, la fondazione creata dall’ex cantante dei Blink 182 Tom DeLonge, che ha investito il suo patrimonio nello studio degli Ufo assieme all’ex agente e ex dirigente del programma segreto Aatip (Advanced Aerospace Threat Identification Program) e della Dia (Defense Intelligence Agency), Luis Elizondo. Furono proprio loro a dare al New Yok Times lo scoop dell’esistenza dei video, che costrinse il Pentagono a dare il via libera alla pubblicazione dei video.

All’epoca, gli esperti militari di tutto il mondo esclusero che quegli “ufo” potessero essere stati prodotti da qualche potenza terrestre, anche perché ormai i segreti sono molto difficili da custodire in un pianeta e in una atmosfera scrutati fin nei loro più piccoli dettagli da costellazioni di satelliti. Due dei video in questione, entrambi del 2015, contengono anche l’audio delle conversazioni tra i piloti di caccia statunitensi che tentano di dare un senso a ciò che stanno vedendo: “È un fottuto superdrone, fratello”, dice un pilota al suo collega nella prima clip. “Mio Dio! Stanno tutti andando contro il vento”, esclama poi un altro. E ancora: “Guarda quella cosa, amico!”. Gli oggetti in questioni andavano infatti a una velocità di oltre 2mila chilometri orari e gli esperti erano stati concordi nell’affermare che un uomo, per quanto resistente e bene addestrato, non potrebbe sopportare le sollecitazioni fisiche richieste da evoluzioni tanto veloci e repentine, impossibili per ogni macchina volante costruita sino a oggi sulla Terra.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Russia, esplosione di gas nel laboratorio dove viene conservato il virus del vaiolo

prev
Articolo Successivo

Morto Kelvin Maynard, il difensore olandese 32enne ucciso nella notte da due uomini in motorino

next