“Entro la fine del mio mandato nessuna Grande Nave passerà più davanti a San Marco”. Così via Twitter il neo ministro per i Beni e le Attività culturali, Dario Franceschini, annuncia uno degli impegni del suo incarico: la chiusura di Venezia alle grandi imbarcazioni. “Abbiamo perso troppo tempo e il mondo ci guarda incredulo”, continua il dem, in visita alla Mostra del Cinema, cinguettando e riportando alla luce un tema già affrontato anche dal suo predecessore, Alberto Bonisoli.

Già a marzo il Mibact, guidato da Bonisoli, aveva posto un vincolo culturale sul Canal Grande, il Bacino di San Marco e il Canale della Giudecca, creando i presupposti per impedire il transito alle navi con stazza superiore alle 40mila tonnellate. Un provvedimento, che non aveva effetti pratici immediati, per il quale la giunta comunale aveva immediatamente fatto ricorso al Tar. Successivamente l’ormai ex ministro aveva annunciato la volontà di istituire una Commissione tecnica, di concerto con il ministero dell’Ambiente e quello dei Trasporti, che potesse stabilire alcuni parametri sulla circolazione dei natanti sottoposti a vincolo.

Il tema era uno di quelli su cui l’ex ministero dei Trasporti, Danilo Toninelli, non voleva trattare. Complici l’incidente del 2 giugno e quello sfiorato durante la bufera del 7 luglio, che avevano spinto il Mit a ribadire la contrarietà all’ingresso delle Grandi Navi nel canale della Giudecca. Il timore del sindaco leghista, Luigi Brugnaro era invece quello di perdere l’introito turistico, per questo spingeva per un progetto alternativo.

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