È stato catturato da un’unità della Squadra Mobile dopo quasi due giorni di latitanza il carcerato fuggito ieri dal carcere di Poggioreale. L’uomo, Robert Lisowski, un 32enne di origini polacche, si nascondeva a Napoli, in zona Borgo Loreto. Gli investigatori che erano già sulle sue tracce lo hanno intercettato per strada, a pochi chilometri dal carcere, e lo hanno condotto in questura.

Il 32enne, arrestato nel 2018 per omicidio e considerato pericoloso, ieri mattina attorno alle 10 era riuscito a calarsi al di là del muro di cinta utilizzando una fune fatta con le lenzuola. L’evasione di Lisowski è stato il primo caso in oltre 100 anni di storia del carcere napoletano. “Era nell’aria un episodio così grave che segna la fine di una roccaforte dei penitenziari italiani come il ‘Salvia’, dal quale in oltre 100 anni di storia mai nessun detenuto è riuscito a evadere”, ha commentato il sindacato Osapp, ricordando un tentativo analogo di qualche hanno fa. Il problema, ha sottolineato sempre l’associazione sindacale, è dovuto anche alla “mancanza di personale per oltre 200 unità a scapito della sicurezza” e al sovraffollamento dei detenuti.

Sulle cause che hanno portato alla fuga del detenuto polacco, il Provveditorato regionale della Campania sta per disporre degli accertamenti amministrativi interni, di routine in casi come questo, e dislocato alcuni detenuti in altri istituti penitenziari. L’operazione sfollamento del carcere napoletano di Poggioreale è iniziata alcuni mesi fa, esattamente il 21 giugno scorso, quando il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria dispose un primo trasferimento di 203 detenuti dalla sezione Salerno, dove si era verificata la rivolta dello scorso 16 giugno, al fine di permettere uno stile di vita detentiva migliore. A seguito di una visita del Capo Dap, furono disposti contestualmente dei lavori di ristrutturazione che hanno interessato proprio il padiglione Salerno, per migliorare le condizioni di detenzione.

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