Per Volkswagen il 2019 sarà ufficialmente l’anno del nuovo corso stilistico, racchiuso esteticamente nell’inedito logo: il debutto è atteso al prossimo Salone di Francoforte, che aprirà i battenti il 12 settembre. Un gagliardetto più semplice, snello, essenziale e soprattutto bidimensionale, che manda in pensione dopo dodici anni quello tridimensionale bianco-blu-grigio introdotto nel 2007.

La particolarità di questo logo risiederebbe anche nel fatto che, come specifica una nota stampa del costruttore di Wolfsburg, “al contrario di quanto normalmente previsto, questo non è stato sviluppato da agenzie esterne ma dal lavoro congiunto dei team dei settori Design e Marketing”: un logo che avrà per la prima volta anche un “suono”, perlomeno in radio e tv, andando a sostituire il vecchio slogan pubblicitario e che, in futuro, avrà una voce femminile.

Il processo, piuttosto imponente, non ha ancora un costo reso ufficiale ma coinvolgerà oltre 170 paesi e circa 10 mila concessionari: la prima ad adeguarsi al nuovo passo stilistico tedesco sarà l’Europa, già in settembre, mentre seguiranno in ottobre le modifiche in Cina e poi successivamente Nordamerica e Sudamerica, per portare a compimento l’operazione entro il 2020.

Un vero e proprio rebranding per Volkswagen, che vede nel nuovo logo – cambierà poco in sostanza, mantenendo lo stesso disegno ma con linee più sottili e nella colorazione bianco-nera – emblema del cambio di passo della Casa verso l’ecologia e scelte di mobilità sostenibile: una veste nuova, che ha come obiettivo quello di distanziare quanto più possibile il marchio dal passato (ancora piuttosto recente) macchiato dallo scandalo dieselgate. E proprio in questa direzione, in realtà già intrapresa nell’autunno del 2015, che è nata la strategia Transform 2025+, ora giunta alla seconda fase, quella della digitalizzazione e, per l’appunto, della mobilità elettrica.

Infatti, Francoforte sarà il palcoscenico non solo della presentazione del logo ma anche della ID.3, modello che sancirà l’era della trasformazione anche a livello di linee produttive: non si tratta semplicemente di un’auto elettrica ma del risultato di una produzione carbon neutral, che ha reso necessario adeguare i primi impianti di lavorazione. Chissà se tutto questo, nuovo logo incluso, basterà a far dimenticare lo scandalo emissioni e ridare piena credibilità alla “New Volkswagen”.

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