La comicità di Giorgio Montanini punta sul politicamente scorretto, non c’è dunque da sorprendersi se coglie l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa non mandandole certo a dire. Da Nemico Pubblico a Ballarò, da Nemo a Dritto e Rovescio: negli ultimi anni il 42enne marchigiano si è dedicato non poco alla tv. In una lunga intervista rilasciata al sito Tvblog accusa Daria Bignardi, ai tempi direttrice di Rai3, di aver chiuso proprio Nemico Pubblico, non risparmiando nemmeno Stefano Coletta, attuale direttore di rete: “Il progetto è chiuso, è morto all’improvviso. La direttrice di allora Daria Bignardi, che non mi ha mai ricevuto, fece in tempo a chiuderlo. Le otto puntate sarebbero dovute andare in onda ad aprile e maggio 2016, ma le spostò in estate contro Europei e Olimpiadi. La candid fu una bella intuizione del direttore Andrea Vianello. Stefano Coletta, che all’epoca era il suo vice, si vantava di essere stato il mio scopritore. Da quando è diventato direttore di Raitre non mi ha più cercato. Chissà cosa è successo nel frattempo”.

Parlando della breve esperienza a Ballarò, condotto da Massimo Giannini dopo il trasloco di Floris a La7, lancia una frecciatina al collega Maurizio Crozza: “Due puntate, ma non mi cacciò mica il pubblico. Non c’era un comico che si metteva i denti finti e la parrucca a cinquanta chilometri di distanza. Facile fare le battutine in quelle condizioni. Se io dal vivo sego le gambe ad un ospite, il fatto di essere presente lì in studio influisce. Crozza si ripara dietro al video, io ero faccia a faccia con dei Ministri della Repubblica. Li ho pesantemente contestati quando invece mi era stato detto di non farlo. L’ho pagata”.

Più recente l’esperienza a Nemo su Rai2, anche questa finita male: “Andò benissimo, il pubblico me lo conquistai piano piano, facevo prove, prove, prove, era un altro livello. Uscì la recensione di Riccardo Bocca nella quale sosteneva che l’unico momento illuminante fosse il mio monologo, spirito da cui Nemo sarebbe dovuto ripartire. Da quel momento mi fecero la guerra. Me ne sono andato io, ho rescisso il contratto”.

Nei mesi scorsi Montanini era apparso, a sorpresa, a Dritto e Rovescio, talk show condotto da Paolo Del Debbio in onda su Rete 4: “Avevo l’accordo per una sola puntata. Con Del Debbio non ci ho mai parlato, né prima, né dopo. Manco sa chi sono. A contattarmi furono gli autori, chiesi che monologo dovessi fare, mi risposero che in trasmissione si parlava di prostituzione. Venni convocato alle 22.30 e alle 23.30 ero in scena, non feci nemmeno le prove. (…) Se si realizza un programma e si chiama Montanini per fare una cosa, si deve contemplare il fatto che Montanini abbia davanti un pubblico. Quel pubblico lo deve aiutare, deve ridere perché è pagato, oppure il pubblico viene cacciato e il monologo lo fa da solo con la telecamera. Nel talk si parlava di prostituzione, che dovevo fare? La regia sbagliò tutte le inquadrature, avevo davanti Salvo del Grande Fratello e quello che lanciava gli applausi sbagliò i tempi facendoli partire in controtempo. E’ colpa mia? Se chiami me, devi essere competente e preparato per sapere cosa stai facendo. La mia comicità ha bisogno di certe cose. Se non sei capace di lavorare, devi fare mea culpa e ringraziarmi il doppio perché nonostante questo ti ho portato a casa il monologo”.

Nelle settimane successive fu chiamato Giovanni Vernia a sostituirlo: “Giovanni è un amico, ma se chiami me e poi Vernia vuol dire che sei confuso. Se chiami lui è giusto che non ci sia io. Erano confusi loro”, ha concluso nell’intervista a Tvblog.

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