Un sequestro di persona è stato sventato a Torino dalla polizia. Agenti della Squadra volanti hanno bloccato dopo un lungo inseguimento un furgone in corso Vinzaglio su cui, insieme a tre uomini di nazionalità straniera, si trovava una donna legata con delle fascette. A dare l’allarme, secondo le prime informazioni, sono stati alcuni passanti da piazza San Carlo che avevano assistito alla scena intorno alle 11.

Secondo i primi accertamenti della mobile, dietro il tentativo di sequestro c’è una storia di recupero crediti che parte dalla Germania. Tutti e tre gli arrestati, infatti, sono di nazionalità tedesca e due fanno parte di un’agenzia di investigazioni. In stato di fermo, insieme ai tre rapitori, anche una quarta persona, loro connazionale. La squadra Mobile però continua a indagare.

Secondo quanto riporta La Stampa gli uomini, che erano a bordo di mezzo nero e con i vetri oscurati, avevano il volto coperto. Secondo una prima ricostruzione con lei c’era un uomo che si sarebbe divincolato riuscendo a fuggire. “Sono arrivati con un furgone nero in contromano. La signora, sulla cinquantina, era a passeggio. È stata presa e caricata su un furgone. Urlava” racconta all’Ansa Saverio Moffa, dipendente di una gelateria che ha assistito al blitz. La scena si è svolta all’angolo tra piazza Cln (Comitato di liberazione nazionale) e via Giolitti. “La donna – dice il testimone – si è messa a urlare mentre il suo accompagnatore è scappato. L’uomo che l’ha presa sembrava un buttafuori. Aveva il volto coperto da un passamontagna”.

La vittima del sequestro è una cittadina serbo-australiana di 35 anni. Il compagno, che era con lei ed era riuscito a fuggire, non sarebbe ancora stato individuato. Ancora da definire l’esatta dinamica della vicenda. Secondo una prima ricostruzione, uno degli arrestati – un tedesco che si occupava di cambio valute guadagnando il 20% su ogni operazione – avrebbe subito una truffa a Milano lo scorso giugno: ha consegnato 50mila euro ottenendo in contropartita delle banconote poi risultate fasulle. L’uomo, però, non ha sporto denuncia, decidendo di tornare in Germania e far svolgere le indagini da investigatori privati. Individuati i presunti autori del raggiro, i tre avrebbero organizzato un incontro-trappola, sbagliando però il loro “bersaglio”. Il gruppo sarebbe arrivato a Torino passando per Aosta, dove ha rubato la targa utilizzata per compiere il tentativo di sequestro.

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