Nessun “gioco delle tre carte”, dice il vicepremier Matteo Salvini che spinge per una manovra “in deficit”, che “vada oltre la spesa corrente” perché servono “investimenti” e il vero problema dell’Italia “è la crescita dello 0,1% del Pil”. Questa è la proposta che il leader leghista ha presentato nel corso dell’incontro con le parti sociali al Viminale. Oltre alla polemica politica a distanza con gli alleati Cinquestelle, il Carroccio ha imbastito una serie di proposte, allo stato ancora semplici annunci, da inserire nella prossima legge di Bilancio. Dopo le promesse di Salvini, a dare qualche informazione in più è il viceministro all’Economia, Massimo Garavaglia: “Pensiamo a 10-15 miliardi di riduzione delle tasse. A partire dal superamento del bonus Renzi” degli 80 euro, “che non vale dal punto di vista dell’accumulo contributivo per la pensione”. “Per superamento si intende la trasformazione in decontribuzione“, ha spiegato.

Salvini dal canto suo ha ribadito “l’importanza di investire in infrastrutture e opere pubbliche” e ha annunciato anche che si sta “lavorando all’eliminazione della Tasi e alla riorganizzazione della tassazione sulla casa“. Nello specifico, “andare a togliere progressivamente l’Imu sugli immobili inagibili, sfitti o occupati abusivamente“. Inoltre, ha aggiunto in un punto stampa, “abbiamo annunciato che abbiamo già trovato 2 miliardi per un piano di sistemazione straordinaria delle scuole superiori che sarebbero di competenza delle Province che sono rimaste senza soldi”.

Durante l’incontro con le parti sociali, il viceministro Garavaglia ha evidenziato come “se si decide di fare la manovra in deficit le misure devono essere sensate” e bisogna “prediligere misure che aiutano la competitività“. Il sottosegretario Claudio Durigon ha accennato alla possibilità di migliorare la norma sulla quota 100, parlando anche di “più premialità” per le aziende sul fronte del lavoro. Oltre che della necessità di “investire maggiormente sulla sicurezza sul lavoro ricercando strumenti nuovi”. La ministra Giulia Bongiorno si è soffermata a lungo sui temi della Giustizia per poi sottolineare anche che “avremmo potuto tagliare sulla P.a. per ottenere consenso ma invece stiamo investendo risorse nel triennio 2019-2021″ e proponendo come ricetta “le norme di semplificazione e la digitalizzazione“. Il ministro Marco Bussetti ha invece sottolineato “la debolezza di collegamento fra mondo della scuola e dell’impresa” e l’esigenza di sostenere “ricerca, start-up, la diffusione delle materie scientifiche puntando anche su un maggior coinvolgimento delle donne“.

Le parti sociali presenti sottolineano: “Per chi ascolta il problema è la mancanza di un’indicazione sulla compatibilità” delle proposte con i conti pubblici che sembra non esserci. Una posizione riassunte nelle parole del segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, che intervenendo al tavolo del Viminale ha detto: “Siamo d’accordo con voi sulla necessità di ridurre le tasse ma vorremmo capire come e a chi“.

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