Salvini al Papeete? Mi pare che stiamo sopravvalutando una sceneggiata volgare, deprimente e insignificante. Non è un episodio da analizzare politicamente, ma soltanto sul piano del costume”. Sono le parole dello storico Luciano Canfora, ospite di “In Onda”, su La7.
E aggiunge: ” Bokassa, quando fu incoronato imperatore nel dicembre del 1977, era più ieratico e solenne. C’era più dignità. Il livello di Bokassa mi pareva superiore. Qui siamo a un livello veramente molto basso. C’è da sperare che questa pagina venga archiviata e che quest’uomo torni al Viminale a fare il suo dovere. L’inno di Mameli cantato al Papeete? E’ forse meno brutale di Bossi quando inveiva contro la bandiera italiana? Stilisticamente non saprei chi scegliere. La verità è che il campionario leghista ci ha abbastanza saturati“.

Canfora osserva: “Quello che stupisce sono i colleghi di governo. I 5 Stelle inghiottono tutto e sono anche contenti. Credo che la tragedia che loro si prefigurano sia il disastro elettorale che li aspetta. Hanno scelto di procrastinare il più possibile questo disastro elettorale, ma è una scelta suicida e anche sciocca, perché, quando più in là si voterà e il disastro elettorale sarà spietato, per giunta con la riduzione dei parlamentari, che lo stesso M5s ha voluto, questi rischiano davvero di regalare a Salvini la maggioranza assoluta degli eletti e a se stessi la propria totale insignificanza“.

Canfora conclude: “I 5 Stelle tutto questo non vogliono capirlo oppure, avendolo capito, vogliono avere una lunga agonia? E tralascio l’aspetto disumano con cui viene trattato da entrambi gli alleati di governo il problema della condizione umana dei migranti. C’è anche dietro le quinte questa Meloni che chiede di bloccare i porti con le navi da guerra. Tutto questo frastuono orrendo non riesce a destare dentro i 5 Stelle un senso di autocritica e di umanità. Mi sembra veramente un punto di non ritorno“.

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