Sono diminuite le vittime di incidenti stradali così come gli stessi sinistri con gravi danni a persone, mentre tra le cause maggiori si trovano utilizzo dello smartphone alla guida, distrazione e altri comportamenti sbagliati come la mancata precedenza o ancora la velocità troppo elevata. È questa la fotografia del Paese nel 2018 eseguita dall’Istat, che riporta 172.344 incidenti gravi, un numero in calo dell’1,5% rispetto al 2017.

Come si diceva anche i morti, 3.325 nello scorso anno, sono diminuiti dell’1,6% e i feriti dell’1,7% in relazione ai dati dell’anno precedente. L’Istituto di Statistica rileva però un aumento dei decessi tra i giovani, soprattutto nella fascia di età tra i 15 e i 29 anni, mentre diminuiscono tra i minori dai 0 ai 14 anni – 34 nel 2018, 9 in meno), ma per quanto riguarda le morti infantili resta lontano il traguardo Vision Zero stabilito nel Piano nazionale della sicurezza stradale 2020.

Tra le categorie di vittime della strada in crescita, i pedoni (+1,5%), i ciclomotoristi (aumentati di oltre il 17%) e gli occupanti di autocarri (+15,3%). Calano le morti di motociclisti (-6,8), di ciclisti (-13,8%) e degli automobilisti (nel 2018 1.420, -3% dall’anno precedente).

In autostrada si è registrato il numero di morti più alte, da 296 diventate 327, meno vittime su strade urbane (dell’1,2%) ed extra-urbane (del 4,4%). Un dato sul quale ha inciso anche la tragedia del ponte Morandi di Genova del 14 agosto 2018, nel quale persero la vita 43 persone.

Gli italiani sembrano essere, però, diventati più osservanti del Codice della Strada, nonostante le contravvenzioni più comuni segnalate siano state per il mancato rispetto della segnaletica, il non utilizzo dei dispositivi di sicurezza di bordo e l’uso dello smartphone mentre si è alla guida.

Tornando invece ai comportamenti sbagliati evidenziati come cause più diffuse di incidenti, anche l’inosservanza della distanza di sicurezza (in 20.443 casi, che rappresentano il 9,2% del totale), le manovre irregolari (15.192 casi) e poi ancora comportamenti scorretti verso il pedone o del pedone stesso (rispettivamente in 7.243 e 7.021 casi) e le condizioni non sicure dell’asfalto, come per esempio la presenza di buche e altri ostacoli (6.753).

Allargando lo sguardo al contesto europeo, in UE le vittime sono calate dell’1% rispetto al 2017 e, considerando l’anno di riferimento del 2010, i decessi si sono ridotti del 21% in Europa e del 19,2% in Italia: nella classifica degli stati europei, il nostro Paese è passato dal 18esimo al 16esimo posto per numero di morti sulle strade.

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