Sono circa 2,2 milioni le persone che beneficiano del reddito o della pensione di cittadinanza perché vivono in uno dei 905mila nuclei familiari – per il 90% italiani – la cui domanda di sussidio è stata finora accolta. I single si confermano la tipologia di nucleo in cui ricade il numero più alto di beneficiari del reddito: sono 345.516 (38% del totale). Più delle famiglie con minori, che sono 328mila, il 36% del totale, la maggior parte delle quali (104mila) con quattro componenti. I nuclei con disabili sono 192mila, il 21% dei beneficiari. Quelli con minori ricevono ovviamente importi più alti: mediamente 589 euro, contro i 387 dei single e i 430 dei nuclei senza minori. L’importo medio mensile erogato nei primi tre mesi di erogazione (aprile, maggio e giugno) è stato di 489 euro: 526 euro per il reddito e 207 per la pensione di cittadinanza. E’ quello che emerge dal nuovo osservatorio statistico diffuso dall’Inps, il primo che fotografa il passaggio dal Reddito di inclusione a quello di cittadinanza.

I nuclei percettori si concentrano nelle regioni del Sud e nelle Isole (61% del totale delle prestazioni erogate), seguiti dalle regioni del Nord con il 24% e da quelle
del Centro con il 15%. La regione con il maggior numero di nuclei percettori è la Campania (19% delle prestazioni), seguita dalla Sicilia (17%), dal Lazio e dalla
Puglia (9%). Quanto alla cittadinanza, visti i paletti previsti dalla normativa nel 90% dei casi la prestazione viene erogata a un italiano, nel 6% ad un cittadino extra-comunitario in possesso di un permesso di soggiorno, nel 3% a un cittadino europeo ed infine nell’1% a familiari dei casi precedenti. Delle 905mila domande accolte (su 1,4 milioni di domande presentate), 793mila riguardano nuclei percettori del reddito, con 2,1 milioni di persone coinvolte, e le restanti 112mila sono nuclei percettori di pensione di cittadinanza, con 128mila persone coinvolte.

Quanto agli importi, in aprile sono state erogate 564mila prestazioni per una cifra media di 498 euro, a maggio si è registrato un incremento del 26% con 713mila prestazioni e lo stesso importo medio mentre a giugno si è raggiunto il picco di 809mila prestazioni di 477 euro medi. Il 68% dei nuclei percepisce un importo mensile inferiore ai 600 euro e solo l’1% più di 1.200 euro.

Il report contiene anche il confronto tra il reddito e il Reddito di inclusione, la precedente misura di sostegno a chi è in condizione di povertà, che ora sta uscendo di scena. Dall’istituzione del Rei fino a giugno 2019, hanno percepito almeno una mensilità 507mila nuclei familiari, coinvolgendo 1,4 milioni di persone e con un importo medio mensile di 293 euro. Il 34% dei nuclei percettori di reddito o pensione di cittadinanza risulta aver percepito
almeno una mensilità di ReI nel periodo gennaio 2018 – giugno 2019. Al 93% di queste famiglie viene erogato un importo medio del reddito di cittadinanza superiore a quello del reddito di inclusione di circa 382 euro.

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