Riprendono dopo quasi 16 anni negli Stati Uniti le esecuzioni capitali per le persone condannate dai tribunali federali. A dichiararlo è il dipartimento della Giustizia statunitense che, attraverso una nota del titolare William Barr, comunica di aver accolto l’appello del presidente Donald Trump ad adottare pene più severe nei confronti di chi commette crimini gravi. Al momento sono già programmate 5 esecuzioni.

Trump ha dato istruzione al Federal Bureau of Prisons di adottare un nuovo protocollo per le iniezioni letali e il ministro della Giustizia Usa, William Barr, ha dichiarato: “Il dipartimento della Giustizia appoggia lo Stato di diritto – spiega -, dobbiamo alle vittime e alle loro famiglie il fatto di applicare la sentenza imposta dal nostro sistema giudiziario”. La pena di morte è legale negli Usa, ma tra gli Stati, che decidono autonomamente in materia di ordinamenti giudiziari, in 19 hanno abolito la pena di morte e tre hanno varato delle moratorie. La decisione annunciata oggi avrà effetto solamente sul sistema di giustizia federale. L’ultima condanna a morte nel sistema di giustizia federale è stata eseguita nel 2003, ma in questi anni la magistratura federale ha continuato in ambito processuale a chiedere condanne alla pena capitale.

Le cinque esecuzioni in programma annunciate dal ministero, al quale si aggiungeranno quelle che “verranno programmate per date successive”, saranno inflitte a colpevoli di “orribili omicidi e crimini sessuali“. Si tratta di condannatiche hanno esaurito tutti i gradi di appello, le disposizioni successive alla condanna e per i quali al momento, secondo l’amministrazione, non ci sono impedimenti legali che ne vietino l’esecuzione. Il primo a essere giustiziato sarà un suprematista bianco, Daniel Lewis Lee, per cui l’iniezione è prevista il 9 dicembre nel carcere federale di Terre Haute, in Indiana. Nel 1999 venne condannato per l’omicidio di una famiglia di tre persone, compresa una bambina di 8 anni. Le altre quattro esecuzioni sono tutte programmate nei giorni tra il 9 dicembre al 15 gennaio 2020 nello stesso penitenziario.

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