L’era post Fuzio alla procura generale della Cassazione è ufficialmente iniziato. Il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha accettato la richiesta di pensionamento anticipato del procuratore Riccardo Fuzio, coinvolto nello scandalo delle cene per pilotare le nomine alla guida delle procure di mezza Italia e indagato per rivelazione di segreto perché ha rivelato a Luca Palamara alcuni dettagli del fascicolo per corruzione aperto a Perugia nei suoi confronti. Contestualmente alla decisione, il plenum ha bandito il concorso per nominare il successore di Fuzio, che lascerà ufficialmente l’incarico a partire dal 20 novembre, come ha comunicato lui stesso al capo dello Stato.

Il coinvolgimento di Fuzio nell’inchiesta di Perugia è diventato di dominio pubblico con la pubblicazione delle intercettazioni di un colloquio tra lui e l’ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati Luca Palamara. Ora in quella stessa inchiesta Fuzio è indagato per rivelazione di segreto d’ufficio dopo l’esposto presentato da magistrati di diversi uffici giudiziari sulla base delle notizie di stampa. L’ipotesi da verificare è che avrebbe fornito a Palamara dettagli sull’indagine che lo riguardava. I tempi per la nomina del nuovo Pg non saranno strettissimi: le domande potranno essere presentate a partire dal 12 luglio e sino al 9 agosto. Diversi i nomi che circolano come possibili candidati alla successione di Fuzio. Tra gli altri il Pg di Roma Giovanni Salvi, che anche l’altra volta si era candidato, il Pg di Venezia Antonello Mura e gli avvocati generale in Cassazione Luigi Salvato, Pietro Gaeta e Renato Finocchi Ghersi.

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