Bastava una ventina di persone per raggiungere quel “minimo numero di abitanti” che permette al borgo di andare avanti. Così Daniele Galliano, sindaco di Bormida, paese dell’entroterra ligure in provincia di Savona, riassume la ricetta con la quale si sta avvicinando all’agognato traguardo dei 400 residenti: “Canoni agevolati a 50 euro mensile per gli alloggi di proprietà del Comune, innalzamento delle aliquote sulle seconde case sfitte per convincere i proprietari a tornare a vivere qui o affittare le case, incentivi ai commercianti e alle piccole imprese attive sul territorio”.
Tre punti indubbiamente aiutati da una notizia che aveva fatto il giro del mondo, e che vedeva il sindaco promettere 2mila euro a chiunque accettasse di vivere nel suo paese. “A dirla tutta, non è una bufala ma un’idea che continuo a proporre in Regione, ma per ora non ho avuto nessun riscontro positivo. A due anni dal lancio dell’idea di un canone agevolato e dalla promessa di possibili incentivi, il risultato è che uno dei tanti piccoli comuni a rischio spopolamento in Italia ha, almeno per il momento, tamponato l’emergenza. Non solo italiani, come le due dottoresse che hanno permesso di riaprire la farmacia del paese, ma anche una famiglia proveniente dalla Danimarca, una dall’Olanda e una dalla Polonia, oltre a una coppia di pensionati francesi che ormai si sono stabiliti a Bormida da tre anni. “Noi per adesso, abbiamo risolto il nostro problema, ma non possiamo non sentirci coinvolti dal rischio spopolamento di tanti borghi come il nostro – spiega il sindaco indicando il ‘lutto’ che porta al braccio – ogni giorno un borgo rischia di morire in Italia e bisogna fare di più per invertire questo trend che ha conseguenze gravi anche per le città visto l’abbandono che ne deriva e i rischi idrogeologici che in questi anni abbiamo visto moltiplicarsi proprio a causa di questo spopolamento

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