C’è ancora il Fondo sovrano del Qatar dietro alla trattativa per l’acquisto di uno dei club della serie A italiani. Secondo quanto riportato dall’Adnkronos, la dirigenza del Milan ha aperto una trattativa con i rappresentanti del Golfo per discutere la cessione del club rossonero agli emiri. L’incontro con gli uomini della dinastia al-Thani è in programma il 4 luglio. Dopo i tentativi con il Napoli di De Laurentiis, con i Della Valle, che hanno poi deciso di lasciare la Fiorentina nelle mani del tycoon americano Rocco Commisso, e, secondo le intercettazioni legate alle indagini sul Csm, con Renzi per l’acquisto della Roma, ora gli occhi del Qatar si sono posati sul club che fu di Silvio Berlusconi

Il possibile acquisto del Milan da parte del Qatar non verrebbe gestito direttamente da Nasser Al-Khelaïfi, presidente del Qatar Sports Investment e del Paris Saint-Germain. Nell’incontro con i vertici del club rossonero dovrebbe prendere parte un’altra alta personalità dell’emirato, in rappresentanza della Qatar Investment Authority.

Il fondo Elliott, attualmente proprietario del Milan, aveva annunciato un progetto a medio-lungo termine per il rilancio della società, ma è possibile che l’interesse dell’emirato abbia aperto nuovi scenari. Da Casa Milan, però, fa sapere l’Adnkronos, nessun commento.

Roma, il primo amore in Italia per i qatarioti
Le prime voci sull’interesse del Fondo Sovrano per un club italiano sono quelle relative alle trattative con la Roma. Ad aprile 2018 la società capitolina annuncia che il nuovo main sponsor sulle magliette dei giallorossi per la stagione 2018-19 sarà la Qatar Airways, la compagnia di bandiera qatariota. L’esborso per comparire sul petto di Francesco Totti e compagni è di 40 milioni di euro in tre anni.

Ma dietro alla sponsorizzazione, da quello che si è poi appreso solo pochi giorni fa grazie alle intercettazioni relative al caos Csm, si nasconderebbe un interesse all’acquisto del club di James Pallotta. In una delle conversazioni telefoniche di Luca Palamara, il magistrato dice alla moglie: “Lo sai che mi ha detto Luca Lotti che sta facendo da intermediario per far comprare al Qatar la Roma”.

Poi il magistrato affronta la vicenda del nuovo stadio della squadra giallorossa citando Renzi e un suo recente viaggio in Qatar: “Matteo era a Doha – dice Lotti – ha detto ‘oh io la compro la Roma’, c’era scritto ‘io la compro davvero la Roma, ma lo stadio si fa o no?’. E Matteo gli ha risposto ‘Guardi vediamoci a Parigi con Luca la settimana prossima’. ‘Oh Luca lo stadio non gli si può garantire! Non siamo in grado di garantire lo stadio‘. Il problema dello stadio si chiama Franco Caltagirone che è contro questa operazione”. Il Luca da incontrare in Francia, secondo la Verità, potrebbe essere Parnasi, l’imprenditore arrestato per corruzione nel 2018 proprio per il progetto dello stadio della Roma che dovrebbe sorgere sui terreni di proprietà di una sua società.

Proprio le difficoltà legate alla costruzione del nuovo stadio e la volontà del presidente americano di tenere il club da poco acquistato potrebbero essere i motivi che hanno portato alla definitiva fumata nera della trattativa.

Virata su Firenze, ma a spuntarla è stato Commisso
Naufragata la possibilità di mettere le mani sulla squadra capitolina, gli interessi della dinastia al-Thani si sarebbero spostati su un altro brand italiano, Firenze e la Fiorentina che i fratelli Della Valle avevano già dichiarato di poter vendere “nel caso di un’offerta che possa garantire il bene della società in futuro”. E tra coloro che hanno bussato alla porta di viale Manfredo Fanti c’erano anche i qatarioti. I fratelli Tod’s hanno più volte fatto capire, dopo aver ceduto il club nelle mani di Rocco Commisso, di non aver accettato “l’offerta economicamente più vantaggiosa, ma quella che offriva più garanzie per il futuro della Fiorentina”. Parole che, dopo le indiscrezioni uscite sull’interesse della Qatar Investment Authority, hanno fatto subito pensare a un tentativo dei miliardari di Doha.

A confermarlo, le parole di Rocco Commisso dopo la firma del contratto di vendita e l’ufficializzazione del passaggio di proprietà. Il fondatore del colosso delle telecomunicazioni Mediacom aveva detto ai microfoni dei giornalisti che lo hanno accolto all’aeroporto di Peretola che a un certo punto la trattativa si era arenata o, comunque, aveva subito un rallentamento. Mentre lui cercava di capirne i motivi, ha spiegato, gli arrivavano informazioni relative all’intervento del Qatar e del Kuwait.

Le voci sul Napoli e l’offerta da capogiro a De Laurentiis
Mentre la trattativa per l’acquisto della Fiorentina era agli sgoccioli, a maggio, indiscrezioni giornalistiche hanno parlato anche di un tentativo dei qatarioti per l’acquisto della squadra partenopea. Sulla scrivania di Aurelio De Laurentiis sarebbe arrivata un’offerta da capogiro: 900 milioni di euro.

A diffondere la notizia, senza però dire a quale soggetto facessero capo le persone che lo hanno avvicinato, è stato proprio il produttore cinematografico. In un’intervista al Corriere dello Sport, il patron azzurro ha rivelato: “Le faccio fare una risata. Giorni fa mi si è avvicinato un signore con fare amichevole ma anche circospetto. ‘Sai, Aurelio, ho la possibilità di presentarti un acquirente che avrebbe intenzione di offrire 900 milioni di euro’. Ho sorriso e gli ho ribadito quello che ho detto ripetutamente: il Napoli non è in vendita“.

Italia ma non solo: oltre al Psg, occhi anche sulla Turchia
Di “conquiste silenziose” in Italia ed Europa che odorano di soft power, il Qatar ne ha già fatte molte e di sostanziosie. Il fondo d’investimento che fa capo agli emiri di Doha detiene quote e fa parte dei consigli di amministrazione di banche, multinazionali, club sportivi, hotel di lusso, compagnie aeree, finanzia opere di beneficenza e la costruzione di moschee. Per fare qualche esempio, la Qatar Investment Authority, proprietaria del Psg attraverso il Qatar Sports Investments, detiene quote di Barclays, Credit Suisse e del London Stock Exchange, è proprietaria dei grandi magazzini Harrods e di quote in multinazionali come Volkswagen, Airbus, Sainsbury’s.

In Italia, con la Katara Hospitality, sempre legata alla Qatar Investment Authority, l’emirato ha acquistato numerosi hotel di lusso nelle principali città italiane, come il Gallia di Milano o il Westin Excelsior di Roma, e in Costa Smeralda, dove il fondo sovrano ha rilevato la Smeralda Holding, proprietaria di numerose strutture, tra cui il famosissimo Hotel Cala di Volpe. Per essere sicuri di poter gestire i trasferimenti da e per la Sardegna, poi, Qia ha rilevato le quote della compagnia Meridiana.

I soldi degli al-Thani nel Belpaese, però, arrivano anche attraverso opere filantropiche. La Qatar Charity, formalmente organizzazione non governativa ma strettamente legata a membri della famiglia reale, sta finanziando nuove moschee e centri islamici in Italia. Ne sono un esempio le moschee di Ravenna, Colle Val D’Elsa, Saronno e Centocelle.

E i proprietari del Paris Saint-Germain, primo grande acquisto nel mondo del calcio, avrebbero messo gli occhi anche sul calcio turco. L’obiettivo, hanno scritto i media locali, sarebbe l‘Istanbul Başakşehir, squadra della metropoli sul Bosforo che ha conosciuto una grande crescita negli ultimi anni. Dietro questo progetto ci sarebbe l’idea di creare una squadra di alto livello che diventi un simbolo nel panorama calcistico turco e che possa sfruttare la nuova visibilità data dalle concessioni di diritti tv all’estero, soprattutto in Medio Oriente: “Alcuni media turchi – aveva spiegato l’esperto di calcio turco, Bruno Bottaro, a Ilfattoquotidiano.it– hanno scritto che beIN Sports (parte del colosso qatariota beIN Media Group di proprietà di Nasser Al-Khelaïfi, patron del Paris Saint-Germain, ndr), che si è aggiudicata i diritti per la trasmissione del campionato turco all’estero, sarebbe interessata a rilevare in futuro la squadra turca. Si tratterebbe di farne un simbolo anche fuori dai confini del paese, così da creare un Psg B”.

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