Il presidente della Repubblica tedesca Frank-Walter Steinmeier contro il governo italiano per l’arresto di Carola Rackete, la comandante della Sea Watch 3 ai domiciliari da sabato dopo l’attracco “forzato” al porto di Lampedusa per far sbarcare i 40 migranti a bordo. Ieri erano arrivate le critiche del ministro degli Esteri tedesco, Heiko Mass, appoggiato dalla Francia e dal Lussemburgo. Oggi a favore di Carola si schiera anche il capo dello Stato: “Chi salva vite umane, non può essere un criminale“, ha detto nel corso di un’intervista alla Zdf, la seconda rete pubblica nazionale, che andrà in onda domenica alle 19.10.

La presa di posizione di Steinmeier è l’apice di un’indignazione diffusa in Germania: i principali siti di informazioni raccontano l’evoluzione della vicenda, spiegano “che cosa rischia” ora Carola Rackete. In particolar modo quelli vicini al centrosinistra si schierano con la comandante. “Ho paura”, titola Der Spiegel. “Salvare vite è un dovere“, è l’apertura del sito di Die Tageszeitung. Non solo: Jan Böhmermann und Klaas Heufer-Umlauf, due conduttori televisivi tra i più amati dal pubblico tedesco, hanno lanciato nella notte una campagna di raccolta fondi per sostenere le spese legali della Sea Watch 3 e in particolare della comandante. In poche ore, riferisce la stampa tedesca, hanno raccolto quasi 300mila euro.

Durante la sua intervista alla Zdf, Steinmeier ha sottolineato che “l’Italia non è uno Stato qualsiasi, l’Italia è nel bel mezzo dell’Unione europea, è uno stato fondatore dell’Unione europea e, pertanto, ci si aspetterebbe da un paese come l’Italia, che un caso del genere venga trattato in modo diverso“. Il presidente della Repubblica però ha anche sottolineato come le morti nel Mediterraneo e gli arrivi di rifugiati richiedano una risposta europea: “Bisogna fare di più, l’Europa deve giocare un ruolo più forte”.

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