La motovedetta 808 della Guardia di Finanza ha tentato invano di impedire alla Sea Watch di attraccare al molo di Lampedusa, rimanendo incastrata tra la banchina e il bestione da 650 tonnellate. Quando c’è stato lo ‘scontro’ tra le due imbarcazioni, attorno alle 2 di notte, a bordo c’erano il comandante, il direttore di macchina, il motorista e due radaristi: due erano in plancia, uno a poppa e due a prua. In due hanno tentato con le mani di allontanare la motovedetta dalla Sea Watch, in modo da guadagnare quel minimo spazio per sfilarsi e non rimanere incastrati con la banchina. La comandante Carola Rackete, al suo arrivo in caserma dopo l’arresto ai domiciliari ha detto: “Vi chiedo scusa, ma non era assolutamente nelle mie intenzioni venirvi addosso”. “La mia intenzione era quella di completare la mia missione, non certo di speronarvi“, ha chiarito.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Sea Watch, c’è chi salva vite e chi schiuma rabbia. È davvero questo il Paese che vogliamo diventare?

prev
Articolo Successivo

Strage di Viareggio, 10 anni dopo – “Può accadere ancora. Per la sicurezza si deve spendere e non vogliono”

next