Scontro al cardiopalmo, durante la diretta de La Zanzara (Radio24), tra i giornalisti Mario Giordano e David Parenzo, che alla fine della bagarre abbandona la trasmissione dalla sua postazione di Roma.
Casus belli: il caso Sea Watch, per il quale Giordano, a più riprese, invoca il bombardamento e l’affondamento della nave della ong.
Parenzo dapprima punzecchia il giornalista Mediaset, chiamandolo “Giordanino cous cous”, in riferimento al j’accuse dell’ex direttore del Tg4 contro il cous cous (“Siamo vittima del Cous-Cous Clan. Mi domando perché dobbiamo mangiare a tutti i costi etnico?Abbiamo la cucina migliore del mondo, riscopriamo i nostri piatti italiani!”).

Parenzo ribadisce che i migranti a bordo della nave vanno fatti sbarcare e identificati. E aggiunge: “Il ricco Mario Giordano e il ricco Giuseppe Cruciani mi stanno invece dicendo che queste persone andrebbero bombardate”.
Giordano replica che le persone vanno fatte scendere, ma la nave va bombardata e affondata: “E chi ha fatto questo atto illegale di pirateria va indagato, perché ha violato le leggi dello Stato. La colpa è di quella signora (la capitana della Sea Watch Carola Rackete, ndr), che va arrestata, perché ha fatto un atto criminale, usando peraltro gli immigrati per scopi politici”.
“Si chiama disobbedienza civile – controbatte Parenzo – Ma perché, Carola Rackete per caso si candida?”.
“La nave attracchi in Tunisia – continua Giordano – E’ un porto sicuro, la gente ci va anche in vacanza. Quella della Sea Watch è un’azione politica contro l’Italia. Punto. E’ un atto di guerra”.
Parenzo insorge: “Un atto di guerra? Ma come si fa a usare un paradosso simile? Ma sai cosa è? Perché non studi?”.

Nella polemica si insinua anche Cruciani, che sostiene la posizione di Giordano.
Voi siete esaltati – commenta Parenzo – Cercate di usare la logica: queste persone possono sbarcare e venire identificate, il che non vuol dire che rimangono in questo Paese. Perché non capite un cazzo?”.
“Non devono sbarcare – ripete Giordano – Sei tu che non capisci un cazzo. Tu stai difendendo e aiutando i trafficanti di clandestini“.
“Quindi stai dicendo che la capitana della Sea Watch è una trafficante di clandestini – replica Parenzo – Mario Giordano, che guadagna mezzo milione di euro al mese…”.
“Ma che cazzo c’entra quanto guadagno io? – chiede Giordano – Io non vado a fare marchette a pagamento, a differenza tua. Sei uno schifoso marchettaro. Io guadagno il giusto per quello che lavoro”.
Parenzo osserva: “Sarebbe marchetta condurre un dibattito in tv? Ma tu per chi lavori? Non lavori per un imprenditore? Quanto guadagni all’anno? Quanto prende il difensore del popolo? Diccelo, lavori per un’azienda privata”.
“Ma che te frega di quanto guadagno?”, risponde Giordano.
“Perché non fai altro che criticare le élite, i radical chic, Roberto Saviano, Sandro Veronesi, gli scrittori ricchi, gli intellettuali col Rolex, dicendo le solite stronzate”, spiega Parenzo, che chiede a mo’ di mantra quanto guadagna il suo collega.

Esplode la bagarre. Giordano accusa: “Quando uno non ha più argomenti, fa così”.
“Insomma, lo stipendio di Giordano è un segreto di Stato – commenta Parenzo – Voi siete ricchi e fomentate l’odio, dicendo che gli immigrati vanno bombardati“.
“Stai dimostrando di non avere un cazzo di argomento – ribadisce Giordano – Parenzo, dicci quanto ce l’hai lungo“.
Sicuramente più di te, se vuoi ti mando una foto“, ribatte Parenzo.
“Il tuo comportamento è da poveretti e da meschini“, rilancia Giordano.

Parenzo continua a chiedergli quanto guadagna (“Fa un libro sulla casta e non ci dice quanto prende”) e il giornalista di Mediaset accusa: “Stai usando un atteggiamento da minus habens. Non è vero che guadagno tanti soldi, ma non sono tenuto a dirlo. A me piacerebbe essere ricco come te, paraculo come te, raccomandato come te“.
E Parenzo non ci sta: “Raccomandato da chi? Ora ti querelo, spiegaglielo tu, Cruciani”. E abbandona la trasmissione.

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