Che Arcilesbica sia da un po’ impegnata a togliere diritti ai bambini di coppie lesbiche o gay è ormai un fatto risaputo. Ma per quanto si possa essere contrari alla Gestazione per Altri, oltretutto sempre adottando un atteggiamento coloniale per la salvezza delle donne povere, senza mai guardare ai diritti delle donne che per scelta scelgono di prestare l’utero per le coppie gay, il livello del dibattito dovrebbe essere diverso, più civile. Invece in mille occasioni Arcilesbica, il cui gruppo direttivo è fondato proprio su queste premesse e dalla cui associazione si sono staccate molte frange di lesbiche che non la pensano affatto come loro, ha dato addosso alle famiglie arcobaleno, così come alle persone trans.

Tutte prese a recuperare la relazione con la madre Terra e con la versione biologica dell’essere donna, si sono messe a fare ragionamento “no-gender” né più né meno come i partecipanti al Family day. Non a caso troviamo le loro argomentazioni descritte pari pari su testate ipercattoliche e integraliste.

I gay sarebbero sterili per natura (e non si spiega come le donne lesbiche facciano figli, in tal caso). I gay sarebbero una lobby omosessualista che vuole rubare i figli alle donne o, così come ho letto, sarebbero collusi in un complotto universale, assieme alle persone trans, per favorire la scomparsa della donna. Così si accompagnano con “femministe” che sostengono che le trans vorrebbero entrare nei bagni delle donne per stuprarle e che i trans (da donna a uomo) sarebbero solo donne che vogliono aggiudicarsi i privilegi maschili. Per Arcilesbica non esistono i generi, non più, e il loro cambiamento è dovuto anche a una deriva destrorsa che accompagna il femminismo radicale statunitense e anglosassone con l’uso degli stessi argomenti. Ma in questo commento appena diffuso c’è dell’altro.

Guardate voi stess*. Il commento di Forza Nuova, di Ministero ex Lgbt e di Arcilesbica. Dov’è la differenza? Lesbiche che si affidano a un Dio della natura che manda grandine sulle famiglie arcobaleno? Dunque leggeremo anche di tempeste e stormi di cavallette che si abbatteranno sulle coppie gay?

Ursula scrive: “L’approccio della frangia terf/swerf di Arcilesbica è sempre stato autoritario e sovradeterminante rispetto ai corpi alle scelte altrui, un approccio per noi inaccettabile in quanto vorrebbe sostituire l’autorità del patriarcato sul corpo delle donne non con la libertà di scelta e la distruzione dello stigma, ma con un nuovo ordine di potere sul corpo non dissimile dal precedente. In questa ottica appellarsi ad un potere superiore, “divino”, è perfettamente sensato e non deve stupire che gli strumenti politici da loro usati siano gli stessi delle frange fasciste e cattoliche più estreme. L’appello alla sacralità dell’utero, la divinizzazione di una entità femminile (“Madre natura”) punitiva e crudele come il dio biblico ci danno la dimensione di quanto la deriva autoritaria di questa frangia sia nociva e oscurantista, lontana anni luce dall’abbattimento degli stigmi che pesano sui corpi oppressi. Un passaggio di potere che non ci auguriamo affatto.
L’utero è tuo ma te lo gestisco io”.

A tutto ciò, con grande calma e civiltà rispondono le famiglie arcobaleno, che scrivono:

“Durante il Pride di Bologna del 22 giugno Arcilesbica Modena ha pubblicato su Facebook un’immagine del trenino di Famiglie Arcobaleno accompagnato da questo commento: “La natura si scatena con questa violenta grandinata nel giorno del pride lgbtqxftik. Madre terra vi ricorda che i corpi delle donne non sono laboratori per la vostra sperimentazione, ed il capolinea per i vostri trenini arcobaleno è vicino!”.

Come Famiglie Arcobaleno, insieme ai compagn* di tutte le sigle del movimento Lgbt+ italiano, esprimiamo profondo sdegno e dolore nel constatare come l’uso delle peggiori parole d’ordine dell’universo omofobo siano state mutuate e adottate dalle attiviste di Arcilesbica, che pare abbiano fatto del livore e dell’odio nei nostri confronti la loro unica ragione d’aggregazione. I trenini di Famiglie Arcobaleno continueranno a sfilare in tutti i Pride di questo Paese. A 50 anni dai moti di Stonewall marciamo insieme a tutte le persone che subiscono discriminazione per la loro identità di genere e il loro orientamento sessuale. A nessuno di noi che marciamo nei Pride deve essere augurato di essere punito dalla natura o da divinità di ogni genere per via della propria identità e delle proprie scelte di vita. Mai ci saremmo immaginati di doverlo ricordare alle compagne di Arcilesbica Modena che, con le loro parole, offendono noi e la storia di tutto il movimento Lgbt+ italiano.

https://www.facebook.com/AssoFamiglieArcobaleno/photos/a.1389230614515152/1932410356863839/?type=3&theater

Il comunicato è supportato da centinaia di firme. Aggiungo la mia. Aggiungiamo la nostra, naturalmente.

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