di Margherita Cavallaro

Prima di tutto: non sono morta. Sono solo stata molto impegnata tra ferie, sgnacchera e carriera (ah, già sento il dolce suono della tua ribollente invidia, o mio amico, contemporaneo Fantozzi). E ora veniamo al dunque e parliamo dello spiacevole evento accaduto al Pride di Londra lo scorso luglio. Perché ho aspettato così tanto? Perché ero così innervosita da continuare a scrivere cose troppo offensive e a ripetere troppo la parola c**o (notate i due asterischi, non tre). Questo perché non potevo fare a meno di paragonare le protagoniste della storia ai citopigi (googlate!). Adesso però sono abbastanza distaccata da mitigare i toni. Cosa è successo dunque?

La testa del Pride di Londra fu “sequestrata” da una decina di donne appartenenti a un gruppo di lesbiche anti-trans. La prima cosa grave è che l’organizzazione del Pride abbia permesso loro di marciare invece che rimuoverle di peso come si conviene a tali sacchi di patate, adducendo come ragione che faceva troppo caldo (capirete che a 30° il cervello di un inglese smette di funzionare come se fosse stato messo nel microonde) e non volevano creare situazioni pericolose bloccando tutto e chiamando la polizia. A nome di Wake Up Italia ci tengo a dire che tutti noi condanniamo fortemente sia la decisione allora presa di lasciar marciare il gruppetto, sia quello che il gruppetto rappresentava.

Detto questo, passiamo al cuore della questione. Queste soggette sostengono che le donne trans non siano vere donne, che sono solo uomini che si mettono in gonnella per entrare negli spazi delle donne e assalirle e che concedere diritti alle trans vuol dire togliere diritti alle lesbiche. Ovviamente ci sono molte argomentazioni intelligenti per dimostrare come questa posizione sia ridicola, ma perché dovrei mettermi a fare discorsi seri con delle broccolette di Bruxelles? Per il vostro intrattenimento mi limiterò dunque a trattare le loro argomentazioni più deficienti.

1. Le donne trans non sono donne perché non hanno il ciclo

Tralasciando il fatto che evidentemente le broccole non sanno che con tutti gli ormoni che molte trans prendono probabilmente ne sanno più loro di sbalzi emotivi di chiunque altro, cosa mi dicono allora di tutte le donne biologiche che non hanno il ciclo? Le donne sterili non sono donne? Chi ha avuto in giovane età un tumore all’utero? Chi ha problemi ormonali? E chi ha un ciclo ridicolo e affatto doloroso giusto per due giorni può essere considerato donna o no? E gli uomini che soffrono di emorroidi gravi sono anche loro donne perché periodicamente sanguinano da un buco? Voglio anche sottolineare quanto sia terribilmente diminutivo e sessista ridurre l’essere donna a un’emorragia mensile e agli sbalzi d’umore. Un uomo che dice “oh ma quanto stai nervosa! Hai il ciclo?” non è più sessista e imbecille di una donna che dice “se non sai cosa vuol dire essere intrattabile perché hai il ciclo, allora non sei donna” (giuro, l’ho letto scritto).

2. Le donne trans sono solo uomini che vogliono entrare negli spazi delle donne per stuprarle

Tralascio di parlare su quanto infinitamente maggiori siano i casi di donne trans violentate, insultate, picchiate e uccise in bagni e prigioni sia maschili che femminili. Quello che voglio chiedere è: se la violenza fosse stata perpetrata da una donna biologica, ciò la renderebbe meno grave? Se io mi approfittassi di una ragazza non lucida o le usassi violenza, sarei meno animale di un uomo? No, farei egualmente schifo e anzi questo dà l’impressione che non ci sia un problema di violenza tra donne mentre la realtà è ben diversa e, anzi, il fatto che non se ne parli mai è parte del problema. Questo, tra l’altro, va contro le fondamenta del femminismo. L’idea che gli uomini siano bestie incapaci di controllarsi è proprio alla base di quella mascolinità tossica che il femminismo più evoluto combatte.

Per le femministe di terza e quarta ondata gli uomini non sono animali e le donne non sono prede. In un mondo femminista ideale, i bagni potrebbero essere tutti unisex perché tutti sarebbero persone civili. Ripeto: essere violentate da una donna biologica non è meno grave che essere violentate da un uomo biologico, da una donna trans, da un gorilla fuggito dallo zoo, da un polipo giapponese fuoriuscito da un anime.E infine una riflessione in negativo: perché le broccole non parlano mai di uomini trans? Perché non si inalberano sostenendo che sono solo donne in jeans e felpe che vogliono entrare nei bagni degli uomini per vedere i loro big bamboo? Di nuovo, questo non è essere femminista, è essere sessista.

3. L’intero movimento Lgbt+ è nato da donne trans, drag queens e drag kings

Quello che queste broccole fanno è sputare sulla memoria di quelle persone alle quali devono ogni singolo diritto che adesso hanno. Se sono libere di essere lesbiche in pubblico senza essere inseguite, picchiate e ammazzate dalla polizia è letteralmente grazie a donne trans.