“Alla fine a 63 anni faccio sesso una volta a settimana è già grasso che cola. Al massimo. Riesco a farlo ancora una volta alla settimana”. È un Pupo senza peli sulla lingua quello che è intervenuto ai microfoni deLa Zanzara su Radio 24. Il cantante ha raccontato il suo modo di vivere la sessualità, rivelando dettagli molto intimi della sua vita privata. “Con quale delle sue compagne Pupo fa sesso?”, gli chiedono gli irriverenti conduttori. “Mah, dipende da quella che c’è. Io vi insegno, voi siete ragazzi, parlate ma poi non fate niente. C’è da valutare come fare sesso ad una certa età – spiega lui -. Il sesso non si fa solo introducendo il pene nella vagina e dicendogli, come diceva un mio amico: eiacula. In qualche modo il sesso lo si fa anche attraverso altre pratiche che nel tempo, quando uno diventa più grande, diventano anche più delicate… si può fare sesso solo toccandosi”.

Pupo rivela poi di non nutrire un particolare interesse per le donne più giovani di lui perché “dovrei impazzire prima di andare con una donna di trent’anni alla mia età. Non ci vado. Non mi attirano, non mi creano nessun tipo di attrazione sessuale“. “Per correttezza verso mia moglie e la mia compagna non posso raccontarvi i dettagli. Ma sì, lo strofinamento. L’onanismo reciproco, la masturbazione insomma. Da solo non mi masturbo, in coppia è meglio. La penetrazione è come la Mostra d’Arte di Venezia, Biennale“.

Il cantante ci tiene poi a precisare di non soffrire “di eiaculazione precoce, ho il problema contrario. Nel senso che sono talmente altruista, anche talmente freddo come i veri giocatori d’azzardo, che non mi è mai capitato una volta sola nella vita di eiaculare prima della donna quando sta con me. Giuro su Dio. Viene sempre prima lei, assolutamente. A discapito del mio piacere. Perché io sono razionale anche in quei momenti. Io non sono mai venuto prima della mia partner“.

E fra i tanti argomenti, tocca anche quello della politica, “ho simpatia per Salvini” perché “chiariamolo subito: non sono mai stato di sinistra”. Anche se non condivide le sue idee per quanto riguarda le armi e la chiusura dei “negozietti che vendono la droga leggera, quella legale”. “Quando facevo uno degli ultimi dischi qui a Milano, lavoravo in un posto fuori Milano, ma non dico dove – racconta ancora Pupo -. Avevo dei colleghi coi quali lavoravo, anche degli addetti ai lavori importanti, gente molto importante che ancora oggi opera nel settore di serie A di questo ambiente, che ad un certo punto la notte si bloccava. Come i motori che si bloccano e non vogliono più partire. Ed io dovevo andare avanti perché lo studio mi costava soldi. Allora ho fatto delle cazzate pazzesche, sono venuto anche a Milano, a prendere appunto la ‘benzina’ (cocaina, ndr) per questi sciagurati che senza quella non potevano andare avanti”.

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