L’Iran respinge le accuse che arrivano da Washington, che si è detta pronta anche a un’eventuale azione militare. Non sono stati loro, sostengono, a colpire le petroliere nel Golfo dell’Oman – una giapponese e l’altra norvegese -, andate in fiamme nel Mare Arabico. Ma in un video fatto circolare dal Pentagono si vede quella che viene descritta come una imbarcazione con a bordo i Guardiani della Rivoluzione iraniani (Pasdaran), intenti a rimuovere quella che appare essere una mina magnetica inesplosa dal fianco della nave giapponese, la Kokuka Courageous, danneggiata probabilmente da un’altra mina. Le immagini in bianco e nero – diffuse dopo che il sottosegretario americano, Mike Pompeo, ha attribuito l’incidente a Teheran – circolano in queste ore sui media. Il video, secondo l’amministrazione americana, dimostrerebbe che gli iraniani, dopo l’esplosione di una mina, avrebbero cercato in questo modo di rimuovere prove del loro coinvolgimento nell’attacco. E anche l’armatore giapponese di una delle due petroliere ha affermato che il suo equipaggio ha visto una unità iraniana nelle vicinanze. Ma l’equipaggio fornisce una versione diversa da quella statunitense: “Siamo stati colpiti da un oggetto volante“.

Iran respinge le accuse: “Sabotaggio diplomatico” – Ma Teheran non cambia posizione e parla di “sabotaggio diplomatico” da parte di Washington: “Il fatto che gli Stati Uniti siano immediatamente saltati a lanciare accuse contro l’Iran senza l’ombra di una prova fondata o circostanziata – ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif – mette in luce che Washington e i suoi alleati sono passati al piano B: il sabotaggio diplomatico – includendo Shinzo Abe – e il trucco del terrorismo economico contro l’Iran”. Secondo la missione di Teheran alle Nazioni Unite, poi,”è ironico che gli Stati Uniti, che si sono ritirati illegalmente dall’Accordo sul nucleare iraniano, ora chiedano all’Iran di tornare ai negoziati e alla diplomazia. Né le invenzioni e le campagne di disinformazione – ha proseguito – né le accuse senza vergogna degli altri possono cambiare la realtà: gli Stati Uniti e i loro alleati regionali devono fermare il bellicismo“.

In precedenza, Pompeo aveva detto che l’incidente “è un’escalation inaccettabile di tensioni oltre l’Iran” e ha chiesto l’unità della comunità internazionale alle azioni di Teheran. Il segretario di Stato Usa ha anche risposto alle dichiarazioni del suo omologo iraniano, Mohamad javad Zarif, che ha descritto quello che è successo come “sospetto”. “Il sospetto non inizia a descrivere ciò che si presume sia successo stamattina”, ha aggiunto.  In questo senso, Pompeo ha detto che “forse Zarif pensa che questo sia divertente, ma nessun altro al mondo lo crede”. “L’Iran sta rispondendo perché il regime vuole che la nostra campagna di massima pressione venga ritirata”, ha affermato. “Nessuna sanzione economica autorizza l’Iran ad attaccare civili innocenti, a modificare i mercati petroliferi internazionali e a compiere ricatti nucleari”, ha affermato Pompeo.

Sulla questione è intervenuto in prima persona anche Donald Trump che, in un’intervista alla Fox ha dichiarato che “l’attacco alle petroliere ha ‘Iran’ scritto ovunque”, senza sbilanciarsi però sulle possibili conseguenze: “Vedremo cosa succederà”, ha detto. Il presidente ha poi rassicurato sul fatto che lo stretto di Hormuz non sarà chiuso e, se mai accadrà, non sarà a lungo.

Ma in serata arriva la testimonianza dell’equipaggio della Kokuka Courageous che contrasta con la versione diffusa dagli Stati Uniti: siamo stati colpiti “da qualcosa che si è avvicinato in volo verso di loro”, ha detto Yukaka Katada, presidente della Kokuka Sangyo Co, in una conferenza stampa a Tokyo. “Sembra che qualcosa si sia avvicinato in volo verso di loro – ha dettoa Katada senza specificare di che tipo di oggetto si trattasse – Questo, secondo il rapporto che ho ricevuto, ha provocato un buco. C’è quindi un’alta possibilità che siano stati attaccati da un proiettile volante. L’impatto è stato molto sopra il livello dell’acqua, non credo che sia stato un siluro“.

Una terza versione la fornisce, invece, il direttore generale dell’autorità portuale dell’Hormuzgan, Allahmorad Afifipour, che sta seguendo gli accertamenti tecnici sulle petroliere nel Golfo di Oman e parla di “problema tecnico”: “Il fuoco nella prima nave è iniziato dal ponte di mezzo, mentre nella seconda un piccolo incendio è cominciato da una centrale elettrica, quindi è improbabile che ci sia stato un attacco di oggetti volanti. Visto che gli esami preliminari mostrano che nulla ha colpito le navi, potrebbe essere stato un problema tecnico”. Intanto, ha aggiunto Afifipour, Teheran ha inviato un team di esperti in elicottero per valutare le condizioni della petroliere norvegese Front Altair e stabilire se i 23 membri dell’equipaggio soccorsi ieri dalla sua Marina, e attualmente ospitati in Iran, possono tornare sulla nave.

Cina: “Una guerra nel Golfo non serve a nessuno”
Chi cerca di abbassare il livello della tensione regionale è la Cina che, attraverso il suo portavoce del ministero degli Esteri, Geng Shuang, fa sapere che “nessuno vuole vedere la guerra nel Golfo e non è nell’interesse di alcuno”. Per questo invitano al “dialogo”: “Speriamo che tutte le parti rilevanti restino calme ed esercitino autocontrollo evitando l’ulteriore escalation delle tensioni”, continua il portavoce. Pechino invita così tutti a “effettuare sforzi congiunti per la sicurezza della navigazione in acque importanti per la pace e la stabilità regionale” e a superare le differenze attraverso “il dialogo e le consultazioni”.

Il video – “Alle 16:10 ora locale una barca di pattuglia IRGC Gashti Class si è avvicinata al Kokuka Courageous ed è stato osservato e registrato mentre rimuove una mina inesplosa” dallo scafo, ha affermato il portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti Bill Urban in merito al video che mostra l’equipaggio di una motovedetta iraniana mentre rimuove una mina inesplosa da una delle petroliere attaccata nel Golfo di Oman. “Gli Stati Uniti e i nostri partner nella regione prenderanno tutte le misure necessarie per difendere noi stessi e i nostri interessi. Gli attacchi di oggi rappresentano una chiara minaccia alla libertà di navigazione internazionale e alla libertà di commercio”, ha aggiunto. Parlando ad una conferenza stampa a Tokyo, il presidente di Kokuka Sangyo, Yutaka Katada, ha negato che la petroliera Kokuka Courageous sia stata colpita da un missile. Tutti i membri dell’equipaggio sono tornati sulla nave dopo l’esplosione per ripristinare il sistema di alimentazione, ha detto Katada.

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