È stata condannata a un anno e sei mesi l’ex deputata dell’Udc Gabriella Mondello nel processo sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta a Lavagna. Condannato a due anni anche l’ex sindaco della città Giuseppe Sanguineti. Condanne più pesanti per gli esponenti locali della criminalità organizzata: 16 anni e 6 mesi a Paolo Nucera, 15 anni e 8 mesi a Francesco Antonio Rodà, 9 anni e 6 mesi a Francesco Nucera. Inoltre, quest’ultimi dovranno anche risarcire per 700mila euro, come provvisionale, il Comune di Lavagna e pagare 300mila euro alla Regione Liguria. La procura aveva chiesto condanne per 120 anni. L’inchiesta era nata nel 2016 e aveva portato all’arresto dei presunti boss e agli arresti domiciliari i politici.

Secondo l’accusa, i politici avrebbero ottenuto i voti alle elezioni in cambio di favori resi agli esponenti della locale calabrese. Tra gli affari che secondo i giudici avevano legato gli esponenti della ‘ndrangheta con l’amministrazione comunale di Lavagna ci sono lo smaltimento dei rifiuti e la gestione di chioschi sul lungomare. Dopo gli arresti, il consiglio comunale di Lavagna fu sciolto per infiltrazioni da parte della criminalità organizzata. Il Consiglio dei ministri deliberò lo scioglimento nella riunione di venerdì 24 marzo 2017 su proposta del ministro dell’interno Marco Minniti.

Il processo era stato diviso in due per la scelta di alcuni imputati di essere giudicati con il rito abbreviato. In appello per Antonio Roda’, uno dei presunti boss finito in carcere, era arrivata una assoluzione, per non avere commesso il fatto, dall’accusa di associazione a delinquere. All’imputato erano stati inflitti 4 anni e 4 mesi per droga. In primo grado, invece era stato condannato a 14 anni e 8 mesi. Secondo l’accusa, Mondello avrebbe fatto ottenere l’appoggio elettorale al sindaco Sanguineti dai presunti boss di Lavagna in cambio di favori per la gestione dei rifiuti e per gli ombrellonai abusivi del lungomare di Lavagna.

Due giorni fa c’era stata la confisca di beni per 3 milioni. La Mobile di genova aveva confiscato tre immobili commerciali a Lavagna (Genova) e a Sestri Levante (Genova); cinque appartamenti di cui uno nel centro di Milano, tre a Lavagna e uno nella “baia del silenzio” di Sestri Levante; due box a Milano e a Lavagna; 2 magazzini a Sestri Levante; un’impresa della ristorazione a Sestri Levante, una società di videolottery e una partecipazione in una società di scommesse a Lavagna, cinque auto, una ventina di rapporti bancari.

Soddisfatto il procuratore di Genova, Francesco Cozzi, che ha commentato: “L’importante è che sia stata affermata nel giudizio in contraddittorio la sussistenza del reato di associazione mafiosa. È stato affermato, tra l’altro, il reato di voto di scambio. Siamo più che contenti. Siamo soddisfatti per il lavoro compiuto che ha trovato riscontro nella maggior parte delle condanne di oggi”.

L’avvocato Claudio Zadra, che insieme al collega Fabio Schembri difende Paolo e Antonio Nucera e Francesco Antonio Rodà, in attesa di leggere le motivazioni della sentenza puntualizza però che “i giudici hanno condannato in base a una associazione a delinquere che non c’è. La sentenza si leggerà, si valuterà e si impugnerà. Del resto, la storia dei processi per mafia in Liguria ha dimostrato che è tutto da vedere e che in appello le cose possono cambiare”.

“Me lo aspettavo perché ero il simbolo politico di questo processo. Ma sono completamente innocente come emergerà in appello”, ha commentato Mondello in aula subito dopo la condanna. “Non mi sento colpevole di niente – ha detto invece Sanguineti – Se avessi qualcosa da rimproverarmi lo farei. Ma io non ho fatto nulla”.

Prima di diventare sindaco di Lavagna nel 1980, incarico mantenuto per 24 anni, e proseguire la carriera politica come parlamentare in Forza Italia, nel Pdl e nell’Udc, Gabriella Mondello, 75 anni, divenne nota al grande pubblico nel 1973 come campionessa di Rischiatutto. Nella trasmissione di Mike Bongiorno rimase a lungo imbattuta come esperta di Giovanni Verga.
Parlamentare per tre legislature, fu componente dell’VIII Commissione (ambiente, territorio e lavori pubblici) e della Commissione per la semplificazione della legislazione. Laureata in lettere, è stata anche insegnante di scuola media superiore.