I tassi di interesse dell’Eurozona resteranno agli attuali minimi record “almeno fino alla prima metà del 2020”. Il tasso principale rimane quindi a zero, quello sui depositi a -0,40% e quelli sui rifinanziamenti marginali a 0,25%. Lo ha deciso il consiglio direttivo della Banca centrale europea, che inoltre, confermando le attese dei mercati, ha lanciato il terzo round di prestiti a lungo termine e a bassi tassi per le banche dell’Eurozona, battezzato TltroIII (l’acronimo sta per Targeted Longer-Term Refinancing Operations). “La decisione del Consiglio di allungare a metà 2020 la guidance sui tassi al livello attuale tiene conto del prolungamento dell’incertezza rispetto a quanto vedevamo in marzo”, ha spiegato il presidente Mario Draghi, sottolineando che i dati di cui dispone la Bce anticipano “una crescita un po’ più debole nel secondo e nel terzo trimestre”. Dopo la pubblicazione delle decisioni della Bce l’euro si è rafforzato rispetto al dollaro: la divisa europea guadagna lo 0,40% e sale a 1,1264 biglietti verdi.

Per potenziare l’effetto di stimolo all’economia, il tasso di interesse sui finanziamenti sarà variabile a seconda dell’ammontare di prestiti concesso all’economia reale da ogni istituto beneficiario. In generale il tasso sarà 10 punti base al di sopra del tasso medio applicato nelle maggiori operazioni di rifinanziamento dell’eurosistema. Ma le banche che concederanno prestiti netti superiori a una soglia di riferimento godranno di un tasso ribassato “fino a raggiungere un livello pari al tasso medio applicato ai depositi presso la banca centrale per la durata dell’operazione, con l’aggiunta di 10 punti base“. Attualmente il tasso sui depositi è -0,40% e dunque tale tasso potrà arrivare fino a -0,30%.

Le iniezioni di liquidità che saranno condotte dalla Bce con le operazioni Tltro-3 “sono un backstop” per le banche ma “con un leggero disincentivo rispetto alle precedenti Tltro”, ha spiegato Draghi rispondendo a una domanda sull’Italia in conferenza stampa. Il Consiglio direttivo ha deciso “le dimensioni e il costo” dei prestiti, anche per “minimizzare le possibilità di un carry trade e per aumentare i prestiti al settore privato”. “Diversi membri hanno sollevato la possibilità di ulteriori tagli dei tassi, altri di una ripresa del programma di acquisto titoli (il quantitative easing, ndr), o di un’ulteriore estensione della forward guidance“, ha detto ancora Draghi.

Il consiglio direttivo della Banca centrale europea “è determinato, guardando in avanti, ad agire nel caso di situazioni avverse ed è pronto a mettere mano a tutti i suoi strumenti nella misura necessaria”, ha affermato il numero uno della Bce, evidenziando che “se c’erano dubbi sullo spazio di manovra (della politica monetaria, ndr) la riunione di oggi li fuga”. Draghi ha poi spiegato che le vulnerabilità nei mercati emergenti, i fattori geopolitici e la minaccia del protezionismo “hanno lasciato il segno” sulla fiducia. Tuttavia, ha voluto poi puntualizzare che “non c’è alcuna probabilità di una deflazione e ci sono molto basse probabilità di recessione” per l’Eurozona. La Banca centrale europea ha alzato la sua stima per la crescita dell’Eurozona nel 2019 a 1,2% (da 1,1% di marzo), tagliando invece il 2020 a 1,4% da 1,6%. Per il 2021 la Bce si aspetta una crescita dell’1,4%, contro il +1,5% atteso lo scorso marzo.

Il commento sulla procedura d’infrazione
Draghi in conferenza stampa ha commentato anche la relazione sul debito inviata dalla Commissione europea all’Italia: “Ha concluso che Roma deve ridurre il rapporto debito/Pil e l’Italia produrrà un programma di riduzione di medio termine. Non credo che verrà chiesto un rapido calo, sarà un piano di medio termine che però deve essere credibile“. Questo è “quello che tutti si aspettano”, ha aggiunto Draghi, ribadendo che il progetto elaborato da Roma “deve essere comunque credibile” perché verrà “misurato sui piani e sulle azioni che seguiranno” e servirà per evitare la procedura. Poi un commento sull’approvazione all’unanimità da parte della Camera dei deputati della mozione parlamentare sui minibot per il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione alle imprese. “Non sarebbero legali. O sono denaro o sono debito”, è stata la secca risposta di Draghi.

I dettagli sul TltroIII
È fissato a zero il tasso di riferimento per le controparti che richiederanno prestiti all’interno delle Tltro-3 e che a fine marzo 2020 presenteranno un livello di prestiti erogati positivo rispetto al 31 marzo 2019. E’ una delle condizioni definite dal Consiglio Direttivo della Bce e comunicate al termine della conferenza stampa di Mario Draghi. Per “le controparti che esibiranno crediti netti negativi” il tasso netto di riferimento sarà pari a quello in vigore in tale periodo. Il tasso di interesse applicato alle operazioni Tltro-3 sarà comunicato ai richiedenti a settembre 2021. Gli istituti – continua il documento – possono prendere a prestito fino al 30% del totale dello stock di prestiti idonei in vigore al 28 febbraio 2019. L’ammontare che può essere preso in prestito in questo round è ridotto per un qualsiasi importo precedentemente preso in prestito nelle Tltro-2 e ancora in sospeso. Inoltre, l’importo che le controparti possono prendere in prestito in ciascuna delle sette operazioni sarà limitato al massimo al 10% delle loro scorte di prestiti idonei al 28 febbraio 2019. Le operazioni Tltro-3 non possono essere rimborsate prima della scadenza.