È stata inviata venerdì sera a Bruxelles la lettera con cui il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, risponde alle domande della Commissione europea sul debito italiano. Nel testo, a differenza della bozza circolata nel pomeriggio, non ci sono riferimenti espliciti a risparmi reddito di cittadinanzaquota 100. Si ricorda però che “l’utilizzo delle nuove politiche di welfare è finora inferiore alle stime sottostanti alla legge di bilancio per il 2019″. In serata il viceministro all’Economia, Laura Castelli, aveva confermato il contenuto del testo passato alle agenzie di stampa. 

Insieme alla lettera, a Bruxelles è stato inviato un documento di 58 pagine, reso pubblico dal ministero, nel quale si esaminano i fattori rilevanti che influenzano l’andamento del debito pubblico in Italia.

Se sono saltati i riferimenti ai risparmi trapelati nel pomeriggio, si indica in modo più generico che “il governo sta elaborando un programma complessivo di revisione della spesa corrente comprimibile e delle entrate, anche tributarie”. Resta, anche se più sfumato, il riferimento alla flat tax: la lettera ricorda che “il Parlamento ha invitato il governo a riformare l’imposta sul reddito delle persone fisiche nel rispetto degli obiettivi di riduzione del disavanzo“.

Poi si ribadisce, come già affermato da Tria, che il disavanzo 2019 “sarà minore di quanto prospettato nelle ultime previsioni” perché “l’andamento dell’economia e il gettito fiscale hanno finora superato le previsioni del Programma di stabilità“. In più, “le entrate non tributarie sembrano superare le previsioni e l’utilizzo delle nuove politiche di welfare è, finora, inferiore alle stime sottostanti alla legge di bilancio per il 2019“.  “Di conseguenza, il disavanzo dovrebbe attestarsi significativamente al di sotto delle previsioni della Commissione e le variazioni del saldo strutturale dovrebbero essere conformi al Patto di stabilità e crescita, anche sulla base della stima di output gap della Commissione”. Il ministro ricorda inoltre che “il Parlamento ha invitato il governo a evitare gli aumenti delle imposte indirette per il 2020, individuando misure alternative idonee a garantire il miglioramento strutturale” previsto.

Per quanto riguarda il 2018, “sebbene le condizioni macroeconomiche non abbiano consentito all’Italia di soddisfare gli sfidanti requisiti della regola di riduzione del debito, ritengo che il governo abbia seguito un approccio prudente e responsabile“, scrive il titolare del Tesoro.

Nel corso della giornata, le notizie sul contenuto della bozza e di presunti tagli al welfare avevano incontrato diverse conferme e smentite: secondo il Mef, non è mai esistita una bozza con i risparmi pubblicati dalle agenzie, ma la versione del ministero era stata smentita dalla Castelli. Il viceministro aveva detto di essere sorpresa “dalla smentita del ministro Tria sulla versione della lettera pubblicata dagli organi di informazione. Nel pomeriggio anche io ho visto una bozza della lettera che girava con quei contenuti e quel passaggio sul taglio al welfare c’era. Sono disponibile a supportare il ministro per rivederne il contenuto. Mi rincuora, nel rispetto dell’azione e della volontà del Governo, che il presidente Conte, prendendone visione, abbia deciso di correggere alcuni aspetti per noi irricevibili, come il taglio alla spesa sociale”. In serata, anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, aveva annunciato delle verifiche di responsabilità sulla fuga di notizie. La tensione era salita anche all’interno degli stessi Cinque Stelle, tanto che il sottosegretario agli Affari Regionali, Stefano Buffagni, in un tweet ha scritto: “Non ci sono cattivi reggimenti, ma solo colonnelli incapaci (Napoleone Bonaparte). P.s: Non si gioca sulla pelle del nostro Paese”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Flat tax, relazione Bankitalia spinge Salvini: “Discutiamola subito”. Ok M5s. Ma Conte: “Non ho ricevuto progetto”

prev
Articolo Successivo

Quattro semplici formule per spiegarvi come gestire i vostri soldi

next