Le grandi manovre intorno all’affaire Renault-Fca sono iniziate. E con esse, il valzer di trame e schermaglie che ci accompagnerà fino alla chiusura dell’accordo tra il gruppo francese e quello italo-americano. Andando con ordine c’è da registrare la richiesta di un incontro da parte del presidente di Fca, John Elkann, ai numeri uno di Nissan e Mitsubishi, rispettivamente Hiroto Saikawa e Osamu Masuk.

Il motivo, secondo la testata giapponese Nikkei che ne ha dato notizia, è quello di spiegare di persona i termini della proposta di fusione presentata al gruppo Renault, di cui Nissan e Mitsubishi fanno parte. E che (specialmente la prima) non sembrano ancora persuasi dell’operazione, pur non manifestando apertamente contrarietà.

L’amministratore delegato di Nissan, Hiroto Saikawa, ha accolto la richiesta del numero uno italiano: “Mi piacerebbe incontrare” Elkann, ha detto ai giornalisti giapponesi, aggiungendo che data e luogo dell’incontro non sono ancora stati decisi, nonostante i due si siano già scambiati delle e-mail a riguardo.

In un’intervista rilasciata in precedenza al Nikkei, era stato proprio Saikawa a precisare di voler “esaminare attentamente” i termini dell’accordo, prospettando un abboccamento con Elkann dopo aver già incontrato gli “alleati” di Renault, ovvero il presidente Jean-Dominique Senard e l’ad Thierry Bolloré.

Questi ultimi ovviamente fremono per accorciare i tempi della fusione, sottolineando i benefici che porterà all’intero gruppo. La cautela dei giapponesi e la loro volontà di studiare bene le carte è dovuta soprattutto al voler evitare legacci ancora più stretti con Parigi. Legacci dai quali hanno più volte dimostrato di volersi liberare, non da ultimo con il caso Ghosn, e che il matrimonio con Fca potrebbe invece rendere ancora più opprimenti.

Nel frattempo, è arrivata la mossa di Mike Manley. Come ha reso noto la testata specializzata AutomotiveNews citando come fonte l’Afm, l’equivalente olandese della nostra Consob, il giorno successivo alla proposta di fusione l’amministratore delegato di Fca ha venduto 250 mila azioni della sua azienda a un prezzo medio di 13,85 dollari, per un valore complessivo di quasi tre milioni e mezzo di dollari.

La motivazione ufficiale della vendita è la copertura di spese personali, e il ritardo temporale di un giorno è stato voluto per non legare tale vendita all’affare Fca-Renault e non incappare in tal modo nell’insider trading. Possibile che l’assetto dell’azienda prossima ventura non abbia pesato su questa scelta? Ricordiamo che, stando alla proposta, Manley cederebbe la carica di amministratore delegato proprio all’attuale numero uno francese, Jean-Dominique Senard.

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