Abbiamo testato le AirPods 2 in abbinata a un iPad Mini 5, un MacBook Pro 15 2018 e un iPhone 8 Plus. La prima cosa che colpisce è che il passaggio da un dispositivo di riproduzione all’altro è immediato. Ad esempio, potete parlare al telefono e un secondo dopo partecipare a una riunione collegandovi dal computer, senza fare nulla. Non bisogna mettere mano alle impostazioni, avviare ricerche in Bluetooth o altro: da questo punto di vista gli auricolari Apple hanno una marcia in più rispetto alla concorrenza. Merito del nuovo chip H1 (e del Bluetooth 5.0).

L’integrazione software è un mix di piccoli dettagli che fanno la differenza. Ad esempio, aprendo il coperchio della custodia degli auricolari apparirà subito sullo schermo dell’iPhone o dell’iPad accoppiati un messaggio con il livello di carica della batteria. Oppure, è possibile attivare l’assistente vocale Apple semplicemente pronunciando “Hey, Siri” (senza bisogno dello smartphone come accadeva per la prima generazione). Da qui è immediato azionare con la voce tutta una serie di funzioni rapide: “chiama papà”, “alza il volume”, “come si arriva a Milano?”.

La qualità audio nella riproduzione musicale è leggermente migliorata rispetto alla prima generazione, ma non fa gridare al miracolo. Un vero audiofilo preferirà la qualità audio delle cuffie Sennheiser Momentum True Wireless.

Sono molto buone, invece, le prestazioni in chiamata: i microfoni riescono a sopprimere adeguatamente il rumore, quindi l’interlocutore sentirà bene anche se parliamo da un luogo affollato. Inoltre, grazie alla presenza di un accelerometro, basta sfilare uno dei due auricolari dall’orecchio (magari per parlare con una persona) per interrompere automaticamente la riproduzione musicale.

È possibile usare le AirPods con gli smartphone Android o con i computer Windows, ma vengono meno tutte queste funzionalità smart, che sono quelle che fanno la differenza.

Buone notizie sul fronte dell’autonomia: utilizzandole le AirPods 2 in maniera continuativa, la batteria ci ha permesso di coprire circa 5 ore con una singola carica. Con la custodia siamo riusciti a ricaricarle per altre 4 volte, raggiungendo un totale di 20 ore lontano dalla presa elettrica.

Abbiamo trovato poco utile la ricarica wireless per la custodia. Dato che difficilmente bisogna ricaricare questo accessorio tutti i giorni, la differenza di prezzo rispetto alla versione senza ricarica wireless (179 euro contro 229 euro) rende quest’ultima decisamente più appetibile. Peccato solo che il cavo per la ricarica usi la porta Lightning invece di quella USB-C.

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Cuffie Apple AirPods 2, integrazione software e autonomia di alto livello si fanno pagare

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