Che un bicchiere di vino a pasto non faccia male alla salute è un saggio detto popolare al pari della “mela al giorno che toglie il medico di torno”. Solo che all’Ospedale Civile di Strasburgo, in Francia, i medici hanno prescritto bicchieri di rosso e di bianco ai propri pazienti come rimedio curativo per oltre trent’anni. Lo rivela in un brillante e dettagliato servizio la BBC online parlando di “wine treatments”, ovvero di veri e propri trattamenti di disturbi della salute con il vino per pazienti provenienti da tutta la Francia.

Una pratica attuata tra gli anni sessanta e gli anni novanta del secolo scorso con prescrizioni mediche anche di una bottiglia di vino consigliata al giorno.  L’inviata della BBC ha sfogliato le ricette presenti negli archivi dell’ospedale riportando diverse soluzioni “mediche”: una bottiglia di Châteauneuf-du-Pape, ad esempio, sarebbe stata prescritta per il gonfiore alle articolazioni; mentre una bottiglia di un Côtes de Provence rosé veniva usata per curare l’obesità. Colesterolo alto? Due bicchieri di Bergerac. Mentre per l’herpes ai pazienti fu detto di fare il bagno in un delizioso Muscat de Frontignan. Ancora: problemi con la libido? Sei bicchieri di Saint-Amour.

E se qualcuno ha qualche riserva rispetto a quanto può reggere il fegato ad un tal ritmo di bevute ecco emergere “tre bottiglie intere di Beaune Eau Gazeuse, mescolato con acqua frizzante, per combattere la cirrosi”. Dei risultati di queste cure ospedaliere poco si sa. Quello che è certo è che l’ospedale civile di Strasburgo nei suoi sotterranei possiede una prodigiosa cantina in cui custodire altrettanto preziose e ricercate bottiglie di vino fin dal 1395. Si chiama Cave Historique des Hospices de Strasbourg ed in funzione da almeno 600 anni.

“Nei secoli molti pazienti dell’ospedale hanno pagato le loro spese mediche con tratti di vigneto e le uve coltivate su queste terre sono state poi trasformate in vino nella cantina – spiega la BBC nell’articolo – Era una pratica comune in Francia, poiché i vigneti fornivano entrate per gli ospedali e le cantine, che funzionavano come grandi frigoriferi, erano i luoghi ideali per mantenere il vino fresco”. Poi nel 1991 con legge Evin, attuata per contrastare e prevenire i problemi di alcolismo in Francia, la cantina dell’ospedale di Strasburgo ha rischiato perfino di chiudere. Si è salvata a metà degli anni ’90 solo grazie ad una associazione di enologi e amanti del vino che è riuscita ad inserirla tra i luoghi da salvare come “patrimonio pubblico francese”.

Oggi la cantina dell’ospedale di Strasburgo produce 140.000 bottiglie all’anno di Gewürztraminer, Klevener de Heiligenstein, Sylvaner e Riesling utilizzando uve coltivate da 26 vigenti diversi. I vini vengono affinati per 6-10 mesi in botti di rovere prima di essere imbottigliati e venduti al pubblico. “Sorprendentemente – segnala la BBC – la cantina non fa pubblicità di alcun tipo e ha solo un sito web”. E parte del ricavato viene investito nell’acquisto di attrezzature mediche per l’ospedale. In fondo non è stato proprio il padre della medicina, Ippocrate, a suggerire: “Il vino è qualcosa di appropriato sia per un corpo sano che per un uomo malato”?

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