Dopo ritardi, rinvii e polemiche per le assenze sulla discussione generale (dove erano presenti soltanto 19 deputati, ndr), la Camera dei deputati ha dato il via libera alla Commissione d’inchiesta sull’assassinio di Giulio Regeni. Tutti i gruppi hanno votato a favore, tranne Forza Italia che si è astenuta, mentre nessuno ha votato contro, così come auspicato dal presidente della Camera Roberto Fico.

L’Aula ha salutato l’approvazione con un lungo applauso. Se nella prima giornata in Aula c’era stato il vuoto, un classico al momento delle discussioni generali, nel giorno dell’esame di emendamenti e voto finale, i parlamentari erano invece in gran parte presenti. Eppure, non sono mancate scene e comportamenti non proprio esemplari. Perché, durante le due ore di dibattito e votazioni, l’Aula si è mostrata compatta e presente in gran numero soltanto al momento delle votazioni, mentre durante le dichiarazioni di voto si è assistito a un via vai dei deputati, soprattutto tra i banchi delle forze di destra, ma non solo. Con i deputati usciti dall’Aula senza ascoltare le dichiarazioni dei colleghi e rientrati soltanto al momento del voto conclusivo o poco prima.

Tra i banchi del governo invece era presente soltanto il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano (M5s), mentre il premier Conte e i suoi vice Di Maio e Salvini erano in missione in Tunisia. Di fronte alle continue uscite dei deputati, il presidente della Camera Fico ha anche richiamato all’ordine i colleghi. E non è mancato chi, come la relatrice in commissione Giustizia del provvedimento, la pentastellata Sabrina De Carlo (M5S), è rientrata in aula correndo, per poi prendere la parola a nome del suo gruppo.

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