Il saluto romano, le lacrime davanti alla cripta, la parola ai nostalgici e l’intervista a Edda Negri Mussolini, nipote del dittatore. Non un contraddittorio né una parola per contestualizzare la commemorazione di Benito Mussolini, tenuta domenica a Predappio da 300 fascisti tra tricolori, aquile e cimeli del regime. È polemica sul servizio acritico mandato in onda dal TgR Emilia-Romagna nell’edizione delle 19.30 del 28 aprile.

Tanto che prima  il direttore di tutti i telegiornali regionali di Rai 3, Alessandro Casarin, è costretto a diffondere una nota per spiegare che “la direzione si dissocia” e “ne prende le distanze” annunciando “valutazioni” sul caso, e poi è direttamente l’ad Fabrizio Salini a intervenire esprimendo “profonda irritazione” e chiedendo proprio a Casarin un’accurata relazione su tempi e sulle modalità di realizzazione del pezzo. Il presidente della commissione Vigilanza, Alberto Barachini, ha annunciato che “chiederà all’amministratore delegato della Rai un resoconto delle verifiche attivate” perché “diritto di cronaca, pluralismo e libertà che devono caratterizzare il servizio pubblico non si possono tradurre in maldestri tentativi di diffondere un racconto nostalgico del periodo fascista”.

Nel servizio viene data voce a chi definisce Mussolini “il più grande uomo storico” e un “personaggio che ha fatto la storia”. Gli intervistati si definiscono “fedeli” e vengono passate le immagini del rito del “presente” con saluto romano. Uno dei partecipanti parla di “democrazia che si divide in due teste: quella anarchica che ha portato dissoluzione, quella organica che porta ordine e disciplina. E noi rivogliamo quella”. Nei circa 120 secondi realizzati a Predappio, il Tgr Emilia-Romagna ha dato spazio anche a Edda Negri Mussolini e all’ausiliaria ultranovantanne della Rsi, Paola Gallo. La nipote del dittatore fascista è quasi commossa nel vedere “l’affetto” di quanti “piangono di fronte alla tomba del nonno”, mentre Gallo dice: “Funzionava tutto, con tanti sogni. Poi ho visto il crollo”.

I contenuti del servizio, firmato da Paolo Pini, “non corrispondono alla linea editoriale”, dichiara Casarin. Una linea editoriale, spiega, che “si basa sul principio di una informazione equilibrata, a garanzia di un contraddittorio in tutti i servizi, dalla politica alla cronaca. Equilibrio che deve rispettare la storia della democrazia italiana. D’intesa con l’azienda – conclude Casarin – saranno effettuate le valutazioni del caso”. Che, date le disposizioni di Salini, finiranno per coinvolgere l’intera catena di comando del TgR e lo stesso direttore delle testate regionali.

Critico anche il comitato di redazione del Tgr Rai Emilia-Romagna: “La Rai servizio pubblico – scrive il comitato di redazione – trova il suo fondamento nel Contratto di servizio, che è strettamente ancorato alla Costituzione italiana, antifascista e antirazzista”. Quindi, si legge in una nota, “non è ammissibile qualunque servizio che esca da questa cornice o – peggio – una assurda presunta par condicio tra neofascismo e antifascismo”. Quindi la precisazione: “La messa in onda dei servizi è stata decisa dal caporedattore”.

Sul caso è intervenuto anche il deputato del Pd, Michele Anzaldi: “Al Tgr Emilia Romagna servizio su Predappio e Mussolini che nulla ha a che vedere con l’informazione e molto con quella che è apparsa come vera e propria apologia del fascismo. Questa è la nuova informazione Rai? L’apologia del fascismo è un reato. Chi ha sbagliato ne risponda”, scrive su Twitter.

“Due minuti di interviste e immagini, con tanto di saluti romani, sulla manifestazione fascista di Predappio per l’anniversario della morte di Mussolini – aggiunge il segretario della commissione Vigilanza – L’amministratore delegato Salini spieghi se questa è la nuova informazione Rai. Chi ha deciso di mettere in onda quel servizio? Chi non ha controllato? Il direttore Casarin sia chiamato a risponderne”.

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