È stata uccisa nella notte nel suo appartamento a Cassano allo Ionio, nel Cosentino. La vittima, Romina Iannicelli di circa 40 anni, era incinta. I carabinieri e i pm di Castrovillari sono al lavoro per capire che cosa sia accaduto: la donna è stata colpita a morte con “un’arma non convenzionale”. Il procuratore Eugenio Facciolla ha “escluso categoricamente” che l’omicidio si riconducibile ai precedenti per reati legati allo spaccio, così come si esclude per il momento un collegamento con la morte di Giuseppe Iannicelli, il fratello della donna ucciso a colpi di arma da fuoco il 16 gennaio 2014, sempre a Cassano allo Ionio, assieme al nipotino di tre anni, Cocò, e alla compagna marocchina Ibtissam Touss, i cui corpi vennero poi dati alle fiamme. Le indagini si concentrano invece sul marito di Romina Iannicelli, Giovanni De Cicco, che al momento risulta irreperibile.

A trovare il cadavere sono stati alcuni familiari che avevano un appuntamento con la 40enne per delle commissioni. L’omicidio è avvenuto nell’appartamento, in una delle zone centrali di Cassano allo Ionio, dove Romina Iannicelli viveva con il marito. La donna, che non aveva figli, secondo quanto appreso dall’Ansa, in questo periodo era particolarmente felice per la gravidanza attesa da tanti anni. Secondo il risultato della prima ispezione del medico legale, Romina Iannicelli è morta a causa di un trauma cranico.

Sul posto, oltre ai carabinieri, sono arrivati il procuratore Facciola e il sostituto Valentina Draetta. Come detto, per ora la parentela con Giuseppe Iannicelli non viene ritenuta collegata in alcun modo all’omicidio:  l’ipoteso avanzata dagli inquirenti è quella di un ennesimo femminicidio. Esclusa infatti anche la pista che porta alla criminalità organizzata e ai precedenti legati allo spaccio di droga della vittima. Gli investigatori dell’Arma stanno esaminando le immagini di alcune telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, mentre l’anziana madre del marito di Romina Iannicelli che viveva in casa con la coppia è stata accompagnata per essere sentita in caserma.